"San Martino, per il recupero costi aumentati del 60%"

L’amministrazione comunale va avanti e prevede all’interno la casa famiglia voluta dall’ex assessora Cesarini che ha lasciato i fondi: non si placano le polemiche.

"San Martino, per il recupero  costi aumentati del 60%"

"San Martino, per il recupero costi aumentati del 60%"

"Ristrutturazione del complesso San Martino, i costi sono aumentati del 60 per cento e continuiamo a ereditare disagi dovendo far fronte a richieste di finanziamento non basate su scelte accurate". Così l’assessora ai Lavori pubblici Valeria Melappioni in aula rispondendo alle richieste della consigliera di opposizione Marialuisa Quaglieri critica di nuovo le scelte della precedente giunta guidata dal sindaco Massimo Bacci.

"Richiedere finanziamenti non vuol dire intanto ci proviamo poi vediamo, le scelte debbono essere a nostro avviso frutto di programmazione - ha aggiunto l’assessora -. Ci siamo presi comunque sulle spalle il progetto rifinanziandolo con un milione e 480mila euro di fondi propri che si aggiungono ai 700mila rimasti dell’eredità dell’ex assessora Cesarini per arrivare ai 5,7 necessari".

Poi rispondendo alla consigliera Quaglieri che rimarcava la necessità di portare a termine la casa Cesarini al complesso ex Giuseppine piuttosto che ricominciare con il mega progetto del complesso San Martino (così come evidenziato anche dall’esecutore testamentario) con un inevitabile allungamento dei tempi l’assessora Melappioni ha spiegato: "C’è un gap tra lo stare a norma di legge e uno spazio veramente inclusivo. Al San Martino non c’è una barriera architettonica con l’esterno, non c’è la necessità di ricorrere a una rampa. Ci sono spazi esterni carrabili e parcheggi vicino, cosa non possibile alle ex Giuseppine e inoltre lo sviluppo interno è completamente diverso. Lo spazio pensato vicino la chiesa di San Nicolò è un rettangolo stretto e lungo, quello del San Martino è uno spazio a pianta quadrata che ha minimi corridoi e questo migliora la qualità spazio. È stato scelto di inserire la casa famiglia nell’operazione in atto e i tempi sono gli stessi. Il progetto è lo stesso. A maggio è stata approvata la delibera per lo spostamento del progetto, è stata fatta una proposta di piano recupero, sono stati acquisiti pareri sovracomunali e il piano è stato approvato. Mercoledì in giunta è stato approvato il progetto definitivo che ha messo alla luce del sole il quadro economico di riferimento. Un intervento finanziato con 3,2 milioni e una compartecipazione di 350mila euro. Oggi il costo è del 60 per cento in più. Stiamo facendo fronte a richieste di finanziamento non basate su scelte accurate, a un livello di approssimazione. Ma abbiamo rifinanziato, con quasi 1,5 milioni di fondi propri. E c’è la necessità di rispettare le tempistiche: marzo 2026".

Sara Ferreri