I fatti risalgono al 10 luglio 2019
I fatti risalgono al 10 luglio 2019
Violenze e minacce continue ai danni della fidanzata. Per questo è sotto processo un 25enne di origini egiziane, che lavora come ristoratore a Numana. I fatti al centro della vicenda, per i quali lui era stato anche arrestato, sarebbero avvenuti il 10 luglio 2019. A raccontarli ieri in tribunale a Macerata è stata la ragazza, una 21enne jesina, a Macerata per l’università. Da alcuni mesi, aveva avviato...

Violenze e minacce continue ai danni della fidanzata. Per questo è sotto processo un 25enne di origini egiziane, che lavora come ristoratore a Numana. I fatti al centro della vicenda, per i quali lui era stato anche arrestato, sarebbero avvenuti il 10 luglio 2019. A raccontarli ieri in tribunale a Macerata è stata la ragazza, una 21enne jesina, a Macerata per l’università. Da alcuni mesi, aveva avviato la relazione con l’egiziano. Ma ben presto si era accorta della sua gelosia morbosa. Rispondendo alle domande del pm Stefano Lanari, ha spiegato che quando uscivano, lui le avrebbe fatto una scenata ogni volta che lei salutava qualcuno. Poile avrebbe controllato il cellulare e l’avrebbe coperta di insulti e volgarità se trovava le sue foto, anche vecchie, in compagnia di amici. Ancora, le avrebbe vuotato la borsa buttando tutto per terra, e l’avrebbe bloccata per i polsi causandole un ematoma. Il ragazzo avrebbe preteso che lei si cancellasse dai social, e l’avrebbe controllata di continuo tanto che a luglio lei sarebbe riuscita a uscire senza di lui solo per sostenere un esame. Il pomeriggio del 10 luglio ci sarebbe stata una scenata molto violenta, in casa. Lui avrebbe ripreso a offenderla e accusarla di avere altre relazioni, e lei per evitare il peggio sarebbe uscita. Ma lui l’avrebbe raggiunta per le scale e bloccata, costringendola con a forza a risalire. Poi l’avrebbe chiusa in casa. Lei allora si sarebbe rifugiata in bagno e lui avrebbe sfondato la porta. I rumori e le urla disperate avrebbero però messo in allarme i vicini, che avevano chiamato la polizia. All’arrivo della volante, il ragazzo avrebbe continuato a dare in escandescenze, prendendosela con gli agenti e tentando ancora di avvicinarsi a lei. La studentessa era stata fatta salire in un’auto della polizia locale e lui si sarebbe scagliato prendendo a pugni il vetro della vettura. Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, ora è sotto processo per questa accusa oltre a quelle di stalking e violenza privata contro la jesina. Udienza a settembre.