Greta Thunberg (Ansa)
Greta Thunberg (Ansa)

Ancona, 25 settembre 2019 - Anche gli studenti dorici si uniranno al terzo Global strike for climate, il sit-in pubblico in programma venerdì e organizzato dal comitato Friday for Future Ancona per la sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici. Appuntamento alle 11 in piazza Cavour.

L’iniziativa sarà tenuta contemporaneamente in centinaia di città e le adesioni nel capoluogo sono arrivate anche dal mondo della scuola, sindacati e studenti. «Una consapevolezza del fatto che le conseguenze della crisi climatica in atto colpiscono innumerevoli realtà lavorative e sociali – spiegano i promotori dell’iniziativa – Il sit-in si rifà direttamente alle parole e ai gesti di Greta Thunberg in maniera libera e spontanea, senza rispondere a organizzazioni o enti di alcun tipo. La manifestazione sarà del tutto apartitica».

E sulla partecipazione da parte di moltissimi studenti è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che ha invitato le scuole, pur nella loro autonomia, a considerare giustificate le assenze dei ragazzi minorenni occorse per la mobilitazione di portata mondiale. Addirittura il Miur sta preparando una circolare da inviare a tutti gli istituti. «Non spetta al ministro decidere se accettare o meno le giustificazioni – ha affermato Fioramonti – ma le indicazioni di molti insegnanti e collegi di docenti, è che c’è una grande disponibilità. Il mio messaggio serve per fare una cosa molto semplice, dare la possibilità agli studenti minorenni, la cui giustificazione deve essere firmata dai genitori, di poter indicare come motivazione che hanno partecipato alla manifestazione e fare in modo che questa sia valida al fine dell’assenza in classe e che non venga considerata come un’assenza per l’anno scolastico».

Ma anche in città le reazioni dei dirigenti scolastici sono piuttosto caute, mentre esultano gli organizzatori: «Apprezziamo l’invito alla partecipazione del Ministro Fioramonti, segno di una politica che inizia seriamente a preoccuparsi della realtà scientifica e della credibilità delle piazze».

Annarita Durantini: "Ma i minorenni vengano con la firma dei genitori"

"Va bene che i ragazzi manifestino le loro idee, ma per favore non chiamiamolo sciopero. Gli scioperi li fanno i lavoratori". Ci tiene a puntualizzare Annarita Durantini, dirigente scolastica dell’istituto superiore Galilei che pur appoggiando il sit-in per protestare contro i cambiamenti climatici lascia comunque alle famiglie e ai genitori degli studenti la scelta di giustificare o meno l’assenza di venerdì.

"Queste manifestazioni sono sempre state fatte dagli studenti di ogni epoca storica – sottolinea la preside – in un certo senso fa parte del percorso di crescita dei ragazzi che si formano le loro idee su temi sociali e politici e che secondo me ha una valenza positiva". E sul fatto che una giornata verrà sottratta al programma scolastico potrebbero nascere problemi? "Non direi – prosegue Durantini – per fortuna siamo all’inizio dell’anno, ed è una libera scelta dei ragazzi se partecipare o meno. Non interpreto la loro eventuale assenza di venerdì in maniera lesiva della preparazione sul fronte didattico. Riguardo i miei studenti non so ancora se parteciperanno, perchè non ho avuto modo di incontrare i rappresentanti per parlare della questione. In genere ci confrontiamo sempre prima su questi temi".

Il fatto che la protesta nasca per scuotere i potenti della Terra sugli effetti potenzialmente catastrofici dei cambiamenti climatici, rende la questione più semplice per la preside. "Il sit-in rientra nella tematica dell’ambiente, nell’ambito della cittadinanza e del rispetto della Costituzione. Sono temi di educazione civica che i nostri ragazzi devono applicare oltre che studiare quindi per me non c’è problema. Sembrerò forse una dirigente ‘scioperante’ (sorride, ndr) ma non ci vedo niente di drammatico in questa possibile assenza". Per Durantini infatti l’attivismo degli studenti su tematiche tanto attuali quanto serie è solo da lodare: "Prima ci lamentiamo che i nostri ragazzi non si impegnano, sono apatici e disinteressati alla realtà, poi li si sgrida se prendono coscienza di un problema che affligge tutti noi. Così non va bene". Ma su un punto la preside è irremovibile: "Se gli studenti non verranno in classe venerdì devono credere veramente in questa manifestazione, avere piena consapevolezza dei temi per i quali scendono in piazza e non deve essere una banale scusa per marinare la scuola. Se questo accadesse mi dispiacerebbe davvero molto. In ogni caso, se minorenni dovranno portare la giustificazione". 

Anna Maria Alegi: "Libera partecipazione, assenza non conteggiata"

Pienamente d’accordo con le motivazioni dello «sciopero» per il clima, indetto per venerdì e alla sua terza manifestazione, la dirigente dell’istituto superiore Rinaldini (classico, musicale, delle scienze umane ed economico sociale) Anna Maria Alegi che già lo scorso anno in occasione del primo sit-in decise di giustificare gli studenti. "Ho letto delle dichiarazioni del ministro Fioramonti – spiega Alegi – e sono d’accordo sul fatto che l’assenza non debba essere conteggiata nel monte ore previsto ai fini dell’ammissione alla classe successiva e agli esami. Ho applicato questa regola l’anno scorso e lo farò anche stavolta, giustificando di fatto coloro che vorranno essere in piazza anzichè a scuola per il Global Strike".

Alegi infatti condivide in pieno i motivi della protesta e non intende in alcun modo ostacolare la partecipazione dei suoi studenti: «Sono felice se prenderanno parte all’iniziativa – sottolinea – ma non ho ancora parlato con i rappresentanti degli studenti e non conosco ulteriori dettagli della loro eventuale partecipazione».

Nelle scorse ore le dichiarazioni del ministro della Pubblica Istruzione hanno fatto discutere, trovando comunque nel mondo della scuola pareri favorevoli vista l’ampia portata dell’evento a livello mondiale e le ragioni della protesta. Fioramonti ha dichiarato di aver fatto inviare alle scuole una circolare tramite la quale le stesse vengono invitate, nel rispetto della loro autonomia, a considerare giustificate le assenze degli studenti per la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico del 27 settembre. Naturalmente anche al Rinaldini, come confermato dalla preside, gli studenti minorenni che non entreranno in classe venerdì dovranno portare il giorno successivo la giustificazione firmata dai genitori. "In questa settimana dal 20 al 27 settembre ragazzi e ragazze di ogni Paese stanno scendendo in piazza per rivendicare un’attenzione imprescindibile al loro futuro – ha detto il ministro – che è minacciato dalla devastazione ambientale e da una concezione economica dello sviluppo ormai insostenibile. L’importanza di questa mobilitazione è quindi fondamentale per numerosi aspetti, a partire dalla necessità improrogabile di un cambiamento rapido dei modelli socio-economici imperanti".