Jesi (Ancona), 12 maggio 2018 - «Vogliamo che Anton sappia che lo aspettiamo a braccia aperte. I suoi timori, le sue incertezze si possono risolvere insieme. Caro Anton, torna a casa». E’ un appello composto, quasi convinto del fatto che il loro piccolo è vivo e sta bene, quello di Massimiliano e Silvia Paris, genitori di Anton, il ragazzo adottivo diciassettenne che giovedì della settimana scorsa non ha fatto rientro a casa dopo la scuola.

«Chiediamo anche a chi lo avvista di aiutarci: verificando che sia davvero lui, provando a parlargli, suggerendogli di far avere notizie a casa sul fatto che sta bene. Papà, mamma, i fratelli, i nonni e gli zii, tutti siamo in grande apprensione per te. Anton torna, te lo chiediamo con tutto il cuore».  Vigili del fuoco, polizia, protezione civile e carabinieri in congedo lo stanno cercando in lungo e in largo.

Ma Anton che non ha con sé il cellulare e nemmeno troppi soldi, manca da casa da nove giorni oramai. Nel tardo pomeriggio di ieri, battuta l’ultima zona in cui è stato segnalato e cioè la campagna tra il cimitero e il Comune di San Marcello, le ricerche sono state sospese. Così i genitori lanciano un appello affinché venga a sapere del «desiderio che i famigliari hanno che lui ritorni a casa al più presto e che dia notizie sul fatto che sta bene».

La foto di Anton, origini russe, è su tutti i social e in tanti si sono messi volontariamente alla sua ricerca sperando di incontrarlo e convincerlo a tornare a casa.