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16 giu 2022

"Segretario generale, sono 19 i candidati"

Il presidente dell’Authority conta di arrivare alla nomina entro questo mese e annuncia le prossime tappe: "Trattiamo l’ex Bunge"

16 giu 2022
pierfrancesco curzi
Cronaca
Il presidente dell’Autorità portuale, Vincenzo Garofalo
Il presidente dell’Autorità portuale, Vincenzo Garofalo
Il presidente dell’Autorità portuale, Vincenzo Garofalo
Il presidente dell’Autorità portuale, Vincenzo Garofalo
Il presidente dell’Autorità portuale, Vincenzo Garofalo
Il presidente dell’Autorità portuale, Vincenzo Garofalo

di Pierfrancesco Curzi

Il puzzle della nuova direzione dell’Autorità di Sistema Portuale del medio Adriatico presto assumerà la sua forma definitiva. A un anno esatto dalla fine del mandato di Matteo Paroli, avvenuto il 1° luglio 2021, dovrebbe essere nominato il suo successore. Ad annunciarlo con una certa sicurezza ieri il presidente dell’Autorità portuale, l’ingegner Vincenzo Garofalo: "Abbiamo ricevuto 19 manifestazioni di interesse rispetto all’avviso da noi promosso, significa altrettante candidature. Adesso le stiamo ancora valutando con la massima attenzione e rispetto per ognuno dei soggetti. Vorrei arrivare al prossimo comitato di gestione con il nome prescelto e annunciare la nomina dunque entro questo mese".

Un passaggio importante, per certi versi fondamentale, vista l’importanza rivestita dalla figura del segretario generale durante le passate presidenze. Di lavoro al porto di Ancona ce n’è parecchio da fare sulla base centrale del nuovo Piano regolatore e l’applicazione delle risorse in arrivo da vari fronti di finanziamento. A livello di spazi lo scalo dorico ha assoluta fame di nuovo terreno su cui espandersi e in questo senso le notizie sono in chiaroscuro: "Su questi temi l’Ap non ha mai smesso di darsi di fare. Per quanto riguarda i lavori alla banchina 27 (Banchina Marche o ‘lunga’, ndr) c’è stato un segnale positivo arrivato grazie a una sentenza che finalmente ci consente di aggiudicare l’appalto per la ripresa dei lavori dopo un lungo stop. Passando all’ex Bunge – spiega Garofalo – abbiamo incontrato i vertici della parte italiana della multinazionale. Il nostro obiettivo dichiarato è diventare proprietari di quell’area e poi disporne il futuro, ma dobbiamo prima sbrigare le faccende legate alle condizioni ambientali di quel sito. Altra storia è invece l’ex Tubimar (il megacapannone interessato da un devastante incendio a metà settembre del 2019, ndr) dove noi svolgiamo soltanto il ruolo di custodi giudiziari. La pratica è ancora nelle mani della Procura e fino a quando non verrà sbloccata c’è poco da fare. Intanto ci stiamo muovendo sui due fronti per anticipare il futuro e non farci trovare impreparati".

Sul tema dell’economia del mare e della logistica l’ingegner Garofalo ha le idee chiare: "La linea generale è in crescita nonostante tutto, nonostante il conflitto in Ucraina, ma dobbiamo aspettare l’autunno per capire se ci saranno contraccolpi. Stiamo reagendo bene e Ancona ha dimostrato di essere un importante crocevia di traffici. Dovremo essere bravi a spendere bene i fondi previsti dal Pnrr". Infine una considerazione sul fronte passeggeriturismo: "Ferry e cruise non sono la soluzione principale per lo sviluppo del territorio, non si tratta del nostro core business, ma è un’occasione per presentare le potenzialità del nostro territorio".

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