La Guardia di Finanza ha sequestrato i beni ereditati da un "uomo socialmente pericoloso"
La Guardia di Finanza ha sequestrato i beni ereditati da un "uomo socialmente pericoloso"

Ancona, 23 dicembre 2019 – Il proprietario è morto e i suoi beni sono finiti agli eredi. Almeno fino a qualche giorno fa, quando la Guardia di Finanza ha sequestrato tutto perché il proprietario in fondo non era poi tanto legittimo. Anzi, era “socialmente pericoloso”. Si tratta della prima applicazione nelle Marche della norma dettata dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (decreto legislativo 159/2011).

Solo da qualche anno, infatti, è possibile avanzare la richiesta di sequestro finalizzata alla confisca di beni nella disponibilità, diretta o indiretta, non soltanto del soggetto ritenuto socialmente pericoloso, ma anche, entro 5 anni al suo decesso, del patrimonio nella disponibilità degli eredi, in quanto frutto delle attività criminali poste in essere in vita dal loro dante causa. Insomma, il principio è chiaro: la morte non sana l'illecito.

Così, i finanzieri del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, diretti dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione disposta dal tribunale di Ancona. In particolare, sono scattati i sigilli per oltre 120mila euro e un terreno edificabile di 1.100 metri quadrati situato nel Fabrianese, per un valore complessivo stimato di circa 250mila euro.

Gli accertamenti sono stati eseguiti nei confronti di un uomo originario di Fabriano deceduto nel 2017 all’età di 67 anni, ritenuto autore di una pluralità di reati quali usura, riciclaggio e bancarotta fraudolenta, consumati tra il 2005 e il 2011 nel Fabrianese, che gli avrebbero consentito di mettere da parte sostanze rilevanti. Inoltre, è stata rilevata la sperequazione tra il patrimonio accumulato e il reddito dichiarato, presupposti per avanzare la richiesta della misura di prevenzione di natura patrimoniale.