Vittorio Sgarbi (Foto Omnimilano)
Vittorio Sgarbi (Foto Omnimilano)

Ancona, 12 settembre 2014 - Portare le statue, ''che rappresentano quegli ideali di classicità propri dell'Italia che Sgarbi vuole rappresentare all'importantissimo appuntamento internazionale dell'Expo sarebbe un'ottima scelta'': A lanciare la provocazione, è il presidente del Sistema Museale della Provincia di Ancona, Alfonso Maria Capriolo, che si inserisce nella polemica sui bronzi di Riace da portare all'Expo di Milano 2015. 

Capriolo suggerisce di far muovere le statue marchigiane. ricordando la querelle anche giudiziaria in corso da anni sulle opere: nel 1988 i pergolesi, con l'avallo di due parlamentari locali di segno politico opposto, ''arrivarono a murare i Bronzi nella scuola dove erano temporaneamente esposti per evitare che tornassero ad Ancona, causando, a causa della permanenza in un ambiente a clima non controllato, danni alle superfici del rivestimento dorato delle statue, che resero necessario un loro ennesimo restauro''.

Da allora sui Bronzi si è scatenata una guerra di ricorsi giudiziari e controricorsi. Il Consiglio di Stato con la sentenza del 26 novembre 2011 ha ripristinato l'efficacia della convenzione del 27 luglio 2001 sul pendolarismo del gruppo scultoreo fra Ancona e Pergola. Il 9 maggio 2012 un Comitato di tecnici del ministero ha deciso di affidare il gruppo bronzeo al Museo archeologico nazionale delle Marche, ma, a due anni dalla sentenza, ricorda Capriolo, ''i bronzi sono ancora esposti nel museo di Pergola, mentre pende l'ennesimo ricorso, promosso dal Comune di Pergola e dalla Provincia di Pesaro Urbino''.