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20 apr 2022

Sisma del ’72, Frezzotti racconta i cambiamenti sociali e urbanistici

Testimonianze, atti pubblici, foto, nel libro edito dall’Associazione Remel con prefazione di Barca

Il volume di Franco Frezzotti
Il volume di Franco Frezzotti
Il volume di Franco Frezzotti

Ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario del sisma che colpì Ancona nel 1972. Un evento che non solo ferì dolorosamente la città ma che contribuì a cambiarne gli aspetti urbanistici e sociali. Quanti hanno vissuto quell’evento non potranno mai più dimenticarlo perché anche se non vi furono vittime, come purtroppo è accaduto con terremoti di simile intensità, tutta la città e i suoi abitanti ne furono segnati. Per chi, fortunatamente, non ha provato quanto di doloroso ci possa essere nel vivere una simile esperienza, ma anche per chi l’ha vissuta e vuole saperne di più, esiste un interessantissimo libro, scritto da Franco Frezzotti ed edito dall’Associazione Remel: "Ancona ’72: il terremoto". Il volume affronta un’analisi attenta e molto dettagliata delle vicende sociali ma anche politiche che animarono quegli anni sia prima dell’evento che dopo, nelle fasi importanti dell’emergenza e della ricostruzione. Fasi che teniamo a sottolineare portarono all’abbattimento di interi quartieri, come quelli di Capodimonte, di San Pietro e del Cardeto, senza giungere alla costruzione di "prefabbricati come soluzione al problema di alloggiare temporaneamente i senzatetto". Il volume di Frezzotti, ricco di interessanti immagini del dopo sisma, racconta quanto avvenne in quel periodo come la nascita delle tendopoli, la vita passata nei vagoni fermi alla stazione, i disagi e le disavventure dei cittadini. Ma anche la querelle sulle trivellazioni in Adriatico, i problemi legati all’assistenza, le verifiche di tutti gli alloggi colpiti. Frezzotti non tralascia alcun particolare riportando quanto scritto dai quotidiani locali o deciso dalla pubblica amministrazione. Particolare attenzione viene data alla questione del centro storico e al relativo dibattito politico che ruotò attorno al nuovo Piano regolatore che avrebbe poi contribuito ad avere l’odierna Ancona. Accanto a tutto questo sono riportate le vicende relative alla Giunta, guidata da Alfredo Trifogli e quella da Guido Monina, i due sindaci che seguirono, con enorme impegno e in prima persona, le fasi del post sisma. Il Prof. Luciano Barca, nella prefazione scrive, giustamente, che la città deve essere grata a Frezzotti per questa cronaca attenta e minuziosa del terremoto del ’72, auspicando che "altri testimoni diretti di quei mesi e di quegli anni ne seguissero l’esempio e che un’emeroteca o un Fondo ne organizzassero la raccolta e la disponibilità, insieme a foto e agli atti pubblici". L’invito non ha avuto ancora risposta ma è sempre valido.

Claudio Desideri

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