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29 apr 2022

Stoccafisso all’anconitana per far ripartire i ristoranti

Presentata l’iniziativa che dal 2 al 13 maggio coinvolgerà trentuno attività del territorio per un omaggio al piatto tipico in occasione anche di San Ciriaco

L’edizione dello scorso anno dello «Stoccafisso de San Ceriago»
L’edizione dello scorso anno dello «Stoccafisso de San Ceriago»
L’edizione dello scorso anno dello «Stoccafisso de San Ceriago»

Trentuno ristoranti si trasformano in templi della gastronomia dove celebrare il piatto principe della cucina dorica: lo stoccafisso (all’anconitana, appunto). Accadrà tra il 2 e il 13 maggio grazie alla seconda edizione di ‘Stoccafisso de San Ceriago’, evento ideato e organizzato dall’Accademia dello stoccafisso all’anconitana, con il patrocinio del Comune. Tra quei giorni (esclusi sabati e domeniche) si potrà prenotare un tavolo nei ristoranti aderenti, che per 27 euro offriranno un menù comprendente una entrée, stoccafisso e patate (circa 300 grammi), un calice di vino, acqua e caffè.

A partecipare all’iniziativa sono in 31: Da Giacchetti, Elis Marchetti Conero Golf, Emilia Mare, Il Fortino Napoleonico, il Giardino, Il Laghetto da Marcello, L’Accademia, L’Arnia del Cuciniere, La Botte, La Cantinetta del Conero, La Degosteria, La Moretta, La Tavola del Carmine, La Vecchia Osteria, Le Tredici Cannelle, la Locanda del Porto, Manifattura di Mare, Maffy Camera Café, Miscia Vino e Cucina, Osteria Bottega di Pinocchio, Osteria del Baffo, Osteria del Pozzo, Pesci Fuor D’Acqua, Ristorante Gino, Trattoria Carotti, Trattoria Da Nordio al Mare, Trattoria del Piano, Trattoria Irma, Trattoria La Cantineta, Trattoria Mafalda e Wine not?.

A lodare l’iniziativa è in primis il vicesindaco e assessore al commercio Pierpaolo Sediari, per il quale "un evento migliore per ripartire non poteva esserci. I 31 ristoranti ripropongono una ricetta che è elemento rappresentativo della città, mentre l’Accademia la divulga anche a livello nazionale, come nostra eccellenza. Un esempio di enogastronomia fatta con elementi di provenienza cittadina, escluso il pesce".

Il presidente dell’Accademia Pericle Truja ricorda che "lo stoccafisso si cucina in Ancona da oltre quattrocento anni. E’ un orgoglio per la città. E per i ristoratori, dopo due anni di chiusura o accesso limitato, un’opportunità di ripartenza. Li aiutiamo anche escludendo dall’iniziativa il 1 maggio, i sabati e le domeniche, quando lavorano già molto". Per Gilberto Gasparoni (Cna) "è giusto valorizzare le aziende del territorio. Tutti i prodotti usati sono a km zero, escluso il merluzzo". Quanto alla vexata quaestio (bere vino bianco o rosso con lo stoccafisso?), il consigliere, ed esperto, Marco Ascoli Marchetti dichiara che "con un pesce così ricco di sapore ci può stare anche un rosso, ad esempio un Piceno".

L’Accademia dello stoccafisso all’anconitana, fondata nel gennaio 1997 da Terenzio Montesi, Roberto Farroni, Aldo Amleto Roscioni e Gualberto Compagnucci, non imponeva nulla al riguardo. Bianco o rosso, a voi la scelta, dunque. L’importante è che sia ‘vero’ stoccafisso all’anconitana. E che sia buono...

Raimondo Montesi

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