L’osimano Emanuele Gualini era un educatore scolastico di bambini con disabilità. Amava la musica e suonava la chitarra nella band punk-rock The Livermores. In sua memoria è stato pensato il progetto "Suona con me", un laboratorio esperienziale di musicoterapia dedicato proprio ai bambini con disabilità per dare loro, attraverso la musica, un nuovo strumento di comunicazione inclusiva. Gualini è annegato il 29 agosto dell’anno scorso, a 36 anni, al...

L’osimano Emanuele Gualini era un educatore scolastico di bambini con disabilità. Amava la musica e suonava la chitarra nella band punk-rock The Livermores. In sua memoria è stato pensato il progetto "Suona con me", un laboratorio esperienziale di musicoterapia dedicato proprio ai bambini con disabilità per dare loro, attraverso la musica, un nuovo strumento di comunicazione inclusiva. Gualini è annegato il 29 agosto dell’anno scorso, a 36 anni, al largo della spiaggia dei Lavi a Sirolo dopo un tuffo. L’altro ieri sera in Comune c’erano anche il fratello Francesco, la mamma Annamaria e il padre Silvio a presentare il progetto. Non sono mancati momenti di commozione nel suo ricordo. In collaborazione con Quiedora Osimo, associazione di volontariato per l’accompagnamento e sostegno a persone in difficoltà socio-relazionale, la famiglia, la sua band e l’etichetta I buy records, pochi mesi dopo la sua morte, è nata una raccolta fondi. "Sono arrivate partecipazioni da più parti del mondo, un fatto che ha dato grande spinta per portare avanti qualcosa che unisse le sue doti – hanno detto dall’associazione –. Manu aveva seminato del bene, i riscontri sono giunti dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Giappone. Sono stati raccolti quattromila euro. Il progetto "Nisba project" in cui si inserisce il laboratorio parte quindi a mesi di distanza da febbraio perché è slittato tutto per colpa del Covid". Nisba era il soprannome del giovane, come lo chiamavano i suoi amici. Il fratello Francesco ha aggiunto: "Continuare a vivere è una fatica quotidiana. Mio fratello era una presenza unica. Tanti ci sono stati vicini quest’anno, ci hanno dato sollievo e ci siamo accorti che aveva costruito relazioni in ambiti molto differenti. Manu ti portava sempre a ragionare controcorrente". Il suo lascito è grande nei cuori di chi l’ha amato. Il sindaco Simone Pugnaloni, presente con la vice Paola Andreoni, si è complimentato: "Il progetto, che è partito ieri con la prima lezione nella sede dell’associazione Quiedora, mi rende particolarmente orgoglioso di quello che questa città può fare per i suoi figli più fragili, grazie al contributo prezioso dell’associazionismo e di tutti quei cittadini che da una dolorosa perdita sanno trarre la forza per aiutare gli altri".

Silvia Santini