Suor Federica "Io, l’unica monaca diventata eremita Come una sovversiva"

Nessuno come lei in provincia: sono appena 200 in tutta Italia. Ora è tra i protagonisti di una mostra fotografica a Milano. E si racconta.

Suor Federica  "Io, l’unica monaca  diventata eremita  Come una sovversiva"

Suor Federica "Io, l’unica monaca diventata eremita Come una sovversiva"

"Suor Federica Cornacchia, Monaca Eremita dal 2010". Così viene presentata sul sito dedicato alla mostra "La via dell’Esychia" la protagonista di questa storia. In basso c’è lei, ritratta da Eliana Gagliardoni in sei bellissimi scatti. Cinque dei quali, guarda caso, la vedono in compagnia dei suoi animali. In mezzo ci sono le sue parole. Uno scritto che, in breve, cerca di ‘spiegare’ qualcosa che probabilmente i più faticherebbero a capire. "La prima ‘illuminazione’ l’ho avuta a scuola – racconta Suor Federica – quando la professoressa citò una frase di Sant’Agostino che diceva: ‘Tu eri dentro di me, e io ti cercavo fuori’. In quel preciso momento è cambiata la mia vita". E qui comincia la sua piccola autobiografia: "Continuavo a condurre una vita normale, avevo un ragazzo, facevo l’università, l’Isef, ma sentivo che mi mancava qualcosa di importante, di fondamentale. Terminati gli studi sono entrata nel monastero delle Clarisse di Forlì. Quando ero suora in convento, a un certo punto ho sentito la vocazione eremitica, ho chiesto la dispensa e dopo 14 anni finalmente sono stata accontentata. Ho rimesso i voti e subito dopo invece ho rifatto i voti di vita eremitica. Dal primo momento in cui ho deciso di diventare eremita, sono iniziati moltissimi problemi, ostacoli di tutti i tipi, trattata quasi a pesci in faccia, come se fossi messa alla prova, fanno di tutto per farti desistere. In pratica noi eremiti non siamo ben visti dalla chiesa, siamo considerati dei ‘sovversivi’. Io, da un giorno all’altro, mi sono trovata fuori dal monastero, con 40 euro in tasca, spedita qui a Fabriano, con la valigia, il pigiama e completamente abbandonata a me stessa. Poi sono stata accolta dalle monache del posto, che dapprima mi hanno fatto stare circa tre mesi da loro, poi mi hanno affidato questa casetta completamente abbandonata, dove poter creare il mio eremo, eremo che ho dovuto sistemare da cima a fondo con le mie sole mani, non c’era assolutamente riscaldamento ed è stato veramente difficile. Vivo con circa 40 animali, 3 pecore, 4 gatti, 2 cani, 2 asini, 1 caprone con tre zampe, galline, oche, anatre, germani reali, convivo con un lupo e una volpe che ogni tanto compaiono dal bosco e mi mangiano i miei animali. Ma per me gli animali sono un contatto, un rapporto con Dio, sono un ‘tramite’ tra me e Dio. Attualmente, oltre al sostegno del vicinato, lavoro part-time come tuttofare per le suore benedettine di Fabriano ed è grazie a quel piccolissimo contributo che riesco a provvedere ai miei bisogni essenziali ed anche a quelli dei miei animali, spesso salvati da morte certa. Dall’oggi al domani, per me è stato… ‘tu eri dentro di me e io ti cercavo fuori’".