Ottobre, il mese del taglio dei nastri a Torrette. Entro la fine del prossimo mese l’ospedale regionale avrà a disposizione, tra gli altri, poco meno di 40 posti di terapia intensiva in più (rispetto ai 36 attuali), soddisfacendo dunque il piano previsto dalla Regione, con un piccolo problema tutt’altro che secondario: manca il personale per riempire quelle unità operative. Con diversi mesi di ritardo, dovuti a varie motivazioni, l’ospedale di Torrette ha adeguato la sua dotazione di posti letto di terapia intensiva, specie in riferimento alla questione Covid, in base ai dettami previsti dal decreto legge 34 del maggio 2020. In un lasso temporale...

Ottobre, il mese del taglio dei nastri a Torrette. Entro la fine del prossimo mese l’ospedale regionale avrà a disposizione, tra gli altri, poco meno di 40 posti di terapia intensiva in più (rispetto ai 36 attuali), soddisfacendo dunque il piano previsto dalla Regione, con un piccolo problema tutt’altro che secondario: manca il personale per riempire quelle unità operative. Con diversi mesi di ritardo, dovuti a varie motivazioni, l’ospedale di Torrette ha adeguato la sua dotazione di posti letto di terapia intensiva, specie in riferimento alla questione Covid, in base ai dettami previsti dal decreto legge 34 del maggio 2020. In un lasso temporale di circa un mese la direzione aziendale procederà alla consegna delle strutture ‘chiavi in mano’ ma non potrà attivarle per carenza di personale: medici, infermieri, oss e così via. La dotazione organica dell’unico ospedale Dea di II Livello delle Marche è in forte difficoltà a causa dei problemi di reperimento di personale, i concorsi, le mobilità e così via. La prova concorsuale per infermieri di inizio 2021 non ha prodotto troppi benefici, anzi, paradossalmente ha innescato una serie di richieste di mobilità in uscita verso sedi più comode per decine di lavoratori e lavoratrici. La dirigenza di Torrette sta facendo i salti mortali per garantire la copertura di tutte le strutture operative, semplici e complesse che siano.

Fiore all’occhiello del programma sono i 20 posti del blocco 2R, l’ambiente al secondo piano attiguo alla centrale del 118 e alla medicina d’urgenza. Lo scorso agosto il Carlino ha effettuato un sopralluogo dell’area di terapia intensiva. Al tempo mancavano soltanto gli arredi. Si tratta di un’area tecnologicamente molto avanzata. L’intervento, finanziato con fondi statali, ha ricevuto il via libera quasi un anno fa, i primi giorni di ottobre del 2020, dalla struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza pandemica. Questioni burocratiche in fase preliminare e poi i soliti problemi degli appalti pubblici hanno modificato i piani: "L’area sarà pronta ad aprile, maggio al massimo" avevano assicurato i vertici di Ospedali Riuniti, ma poi le cose hanno preso una piega diversa.

Nel frattempo ci sono state due fasi dell’emergenza pandemica, in particolare quella che ha colpito l’Italia e le Marche nella prima metà del 2021. In quei mesi i posti di terapia intensiva Covid in più sarebbero serviti visto che il numero dei pazienti era costantemente attorno alle 20 unità (nella prima ondata Covid, marzo-giugno 2020, Torrette ha toccato un massimo di ricoveri giornalieri di 43 pazienti grazie all’allestimento di 25 posti nel blocco operatorio).

Sempre entro ottobre a Torrette saranno inaugurati anche altri 8 posti di terapia intensiva al piano -1 della palazzina di malattie infettive. Anche quelli, almeno nella prima fase, non potranno essere attivati in assenza di personale. Diverso, infine, il discorso per i posti letto in divisione di rianimazione. La ristrutturazione del reparto guidato dalla dottoressa Elisabetta Cerutti è anch’essa completata e a ottobre il nuovo reparto sarà attivo. Più avanti, probabilmente all’inizio del prossimo anno, lo stesso intervento toccherà al reparto gemello, la clinica di rianimazione con a capo il professor Abele Donati.

Pierfrancesco Curzi