Test sierologici in farmacia, raggiunta l’intesa tra Regione Marche e le sezioni regionali di Federfarma e Confservizi Assofarm. Lo schema di accordo prevede che si possano effettuare test diagnostici rapidi per la ricerca di anticorpi anti Sars-CoV-2 nelle farmacie aderenti ed è stato sottoscritto dall’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, e dalla dirigente regionale del settore, Lucia Di Furia. "Sono soddisfatto di un percorso avviato all’inizio della...

Test sierologici in farmacia, raggiunta l’intesa tra Regione Marche e le sezioni regionali di Federfarma e Confservizi Assofarm. Lo schema di accordo prevede che si possano effettuare test diagnostici rapidi per la ricerca di anticorpi anti Sars-CoV-2 nelle farmacie aderenti ed è stato sottoscritto dall’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, e dalla dirigente regionale del settore, Lucia Di Furia. "Sono soddisfatto di un percorso avviato all’inizio della consiliatura che aumenta il livello di accertamento della diffusione del Covid 19 – spiega in una nota Saltamartini – I test sierologici rapidi infatti potranno ricercare gli anticorpi anti Sars-Cov-2 nella popolazione che riterrà di sottoporsi al test. Il ministero della Salute ha evidenziato l’utilità dei test diagnostici rapidi per la ricerca degli anticorpi come strumento di prevenzione, anche se il test molecolare rimane il riferimento per la diagnosi".

In base all’accordo raggiunto i cittadini che lo vorranno potranno recarsi in farmacia per il test in autosomministrazione. L’esecuzione del test avverrà nel rispetto delle misure di sicurezza (uso obbligatorio della mascherina, igienizzazione delle mani, controllo della temperatura corporea, distanziamento) e con prenotazione telefonica obbligatoria. I risultati saranno poi trasmessi al dipartimento di prevenzione dell’Asur per valutare se sottoporre o meno il cittadino al test molecolare.

La Regione ha concordato il prezzo massimo consigliato di 19 euro a carico del cliente. "Per gli autotest di cui ha parlato nelle scorse settimane il presidente del Veneto, Luca Zaia, ancora non c’è la validazione da parte del ministero della Sanità – conclude Saltamartini – e, pertanto, siamo in attesa di poter aggiungere questo strumento diagnostico, soprattutto per evitare la contaminazione familiare che continua ad essere una delle prime cause della diffusione del virus".

La frequenza di episodi febbrili nella popolazione nel periodo autunnale e invernale sarà presumibilmente elevata e in caso di sospetto diagnostico o di esposizione al rischio si potrà ricorrere al test direttamente nelle farmacie. Il test rapido eseguito su sangue capillare ricerca una pregressa esposizione al virus e ancorché non fornisca una risposta definitiva, rappresenta un valido strumento per effettuare indagini sierologiche ed epidemiologiche su ampie parti della popolazione utili per il controllo della pandemia.