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21 mag 2022

"Tutto in meno di venti minuti Non potevamo fare nulla"

Onofrio Olivi stava sul pontone: "E’ stato un problema tecnico"

21 mag 2022

"Abbiamo visto la barca che imbarcava acqua e non c’è stato niente da fare, neanche il tempo di poterli aiutare perché le condizioni del mare erano quelle che erano. È successo tutto all’improvviso, in 20-25 minuti. Ci si è spaccato il cuore, ma non abbiamo potuto salvarli. Maltempo e mare mosso? No, forse c’è stato un problema tecnico".

Onofrio Olivi, tecnico del pontone AD3 della Ilma, la stessa azienda anconetana del rimorchiatore Franco P. che si è inabissato mercoledì sera a 53 miglia dal porto di Bari, è uno dei testimoni della sciagura marittima. Assieme agli altri colleghi ha assistito impotente all’affondamento del rimorchiatore che ha provocato la morte di cinque persone, compresi due marittimi residenti ad Ancona. L’uomo è stato sentito ieri nella Capitaneria di porto di Bari nell’ambito dell’indagine sul naufragio nel quale hanno perso la vita le cinque persone, con tre corpi recuperati e altri due ancora dispersi. Un racconto lucido e drammatico il suo: "Eravamo in navigazione da quattro giorni e fino a quel momento non c’era il minimo problema. Con l’affondamento le condizioni meteo non c’entrano niente, probabilmente c’è stato un inconveniente tecnico.

Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo.

Abbiamo messo anche un gommone in acqua rischiando la loro, perché lì c’erano i nostri fratelli, ma purtroppo non siamo riusciti a fare niente. Il senso di impotenza ci distrugge tutti perché sei lì e non puoi fare niente". Olivi si è commosso più volte durante il racconto: "Per me erano più che fratelli perché la vita del mare, chi la fa lo sa, 24 ore al giorno, si affronta tutto insieme. Il momento è terribile.

Abbiamo vissuto insieme e lavorato fianco a fianco per vent’anni. Tutta gente che ha lavorato una vita con noi. Adesso pensiamo al dolore delle famiglie, a chi non c’è più, padri di famiglia, nonni, genitori, uno doveva sposare la figlia, pensiamo a mogli e figli che ora hanno bisogno di conforto e poi alle colpe si penserà".

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