L'operazione di polizia e nel riquadro l'arrestato Claudio Pinto

Ancona, 14 giugno 2018 - Hiv (Human immunodeficiency virus) e Aids, sindrome da immunodeficienza acquisita, sono noti al mondo dal lontano 1981, quando per la prima volta se ne parlò a livello scientifico. Anni ‘80 che saranno drammatici in questo senso e che racconteranno un dramma epocale, domino impazzito tra contagi e mancata conscenza delle contromisure. Le cose da allora, per fortuna, sono cambiate, in meglio.

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Parallelamente al cammino del virus, tra nuovi casi e nuovi antidoti, ha iniziato a muoversi anche la cosiddetta teoria del Negazionismo, la stessa chiamata in causa da Claudio Pinti al momento dell’arresto. Il movimento negazionista nasce praticamente con la scoperta dell’Hiv. Il primo esponente fu Casper Schmidt, che nel 1984 scrisse un articolo in cui proponeva che l’Aids fosse una sindrome isterica di massa. Schmidt morì 10 anni più tardi per patologie Aids-correlate.

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Tuttavia, nonostante l’apparente insostenibilità della tesi, furono in tanti a seguirlo (probabilmente per non accettazione di un male per cui non c’era cura). E molti di più furono quelli che, come lui, rifiutarono la versione corretta dei fatti per cercare una spiegazione alternativa. Negazionisti che sul fronte del contagio da Hiv propongono una serie di motivazioni, in alcuni casi davvero particolari: il virus non esiste, l’Aids è provocato dai farmaci; il test per l’Hiv non può essere utilizzato come base per l’indicazione dello stato della malattia; il test per l’HIV varia da paese a paese per numero di bande: ergo, se in un paese sono malato, in un altro posso essere sano; se abbiamo gli anticorpi vuol dire che stiamo guarendo, non che siamo malati; l’Hiv è innocuo, ci sono persone sieropositive che non prendono farmaci e stanno bene.

E poi una davvero particolare: nessuna persona con Aids muore per via di Hiv, ma a causa di altre patologie. Insomma, un mondo parallelo che, applicato ad altri canoni della scienza medica rientra a pieno titolo nelle classiche fake news. Di solito le famose ‘bufale’ sono legate a settori delicati come l’oncologia (proprio la clinica oncologica dell’azienda ‘Ospedali Riuniti’ di Ancona è all’avanguardia in questo senso e di recente hanno lanciato una serie di messaggi in questo senso), senza dimenticare l’aspra polemica legata alle vaccinazioni.