La polizia arresta l'untore
La polizia arresta l'untore

Ancona, 24 giugno 2018 - Test dell'hiv positivo, giovane si rivolge agli esperti di malattie infettive all’ospedale regionale di Torrette per confermare il primo esame: «Non ho avuto rapporti diretti con quello che chiamano ‘untore’, ma ho visto la sua foto su giornali e tv, ho letto la notizia e mi sono preoccupato». A parlare è un giovane anconetano che nei giorni scorsi si è rivolto al personale di uno dei due reparti di malattie infettive – clinica e divisione – di Torrette per chiedere l’approfondimento del suo caso.

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Una decisione successiva al clamore suscitato dal blitz della squadra mobile di Ancona che dieci giorni fa hanno arrestato Claudio Pinti, 35 anni, autotrasportatore di Montecarotto. L’uomo, al momento rinchiuso in isolamento nel carcere di Montacuto, è accusato per ora di lesioni gravissime nei confronti di una donna di 47 anni, l’ultima fidanzata forse contagiata dallo stesso Pinti. Durante la relazione, durante i rapporti sessuali, Pinti avrebbe omesso di dire alla donna di essere sieropositivo da circa dieci anni. Il 35enne dalla doppia vita, avrebbe raccontato agli inquirenti di aver avuto rapporti sessuali non protetti con 228 partner, non soltanto donne.

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I casi di probabile contagio stanno cominciando a salire. La settimana scorsa era stata una ventenne anconetana a rivolgersi alla struttura ospedaliera di Torrette: sufficiente un solo rapporto occasione con Pinti per far scattare l’allarme. Adesso il nuovo caso, un giovane stavolta: «Dopo aver saputo cosa è successo attorno a quel caso, ho iniziato a preoccuparmi avendo avuto rapporti occasionali - ha raccontato il ragazzo -. Così ho deciso di fare un test fai-da-te comprato in farmacia. Purtroppo l’esito è stato terribile, sono risultato positivo. Si tratta comunque di un test non assolutamente preciso, per questo ho deciso di andare in ospedale per fare un nuovo test, stavolta più affidabile». Purtroppo per lui, il test in malattie infettive dovrebbe aver confermato la positività riscontrata nel primo esame, comprato in farmacia. Il giovane ha precisato di non aver avuto rapporti sessuali diretti con Claudio Pinti, ma di temere che, indirettamente, il contagio l’avrebbe potuto coinvolgere. Questa la sua versione, ma non è da escludere che in realtà il giovane possa aver avuto, al contrario, un rapporto diretto con Claudio Pinti. Il timore è che in futuro possano arrivare altri casi di contagio, una sorta di reazione a catena.