L’arrivo di Claudio Pinti in tribunale
L’arrivo di Claudio Pinti in tribunale

Ancona, 14 marzo 2019 - Claudio Pinti condannato a 16 anni e otto mesi di carcere. Questa la sentenza del giudice Paola Moscaroli emessa questa mattina e dove si procedeva con il giudizio abbreviato. Il 35enne, autotrasportatore di Montecarotto, accusato di aver contagiato con il virus dell’Hiv la ex fidanzata Romina e la compagna Giovanna Gorini, morta nel 2017, è arrivato dal carcere di Rebibbia scortato dalla polizia penitenziaria.

Pochi minuti prima delle 12.30 è entrato in tribunale per raggiungere l’aula gup al primo piano di Palazzo di giustizia. Le accuse per lui sono di omicidio volontario e lesioni gravissime. Mezz’ora di camera di consiglio e poi la lettura del verdetto. Pinti aveva chiesto di essere sentito per rilasciare dichiarazioni spontanee ma il giudice non ha acconsentito. Il suo avvocato Alessandra Tató ha presentato una memoria difensiva di sei pagine consegnata al giudice prima che si ritirasse per la sentenza. Una memoria per contestare la perizia dei consulenti tecnici incaricati dal gip che avevano accertato che il ceppo del contagio alle due donne era lo stesso di Pinti.

“Per noi era lacunosa - ha detto l’avvocato Tató - e poco scientifica. Valuteremo l’appello”.

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