Ancona, 30 agosto 2018 - «Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo». Un orsacchiotto appoggiato a una lapide e un commento: «Diffidate delle bufale sul web, chiedete sempre al medico».

Un’immagine forte fa da sfondo alla campagna promossa dall’Ordine nazionale dei medici a cui il grosso delle delegazioni territoriali hanno aderito, compresa Ancona. L’obiettivo è quello di sensibilizzare chi, i cosiddetti no-vax in primis, sostiene la tesi dei dubbi attorno all’obbligatorietà delle vaccinazioni. In una fase di ampia discussione a ogni livello istituzionale, le contrapposizioni, con leggi messe in discussione, altre create ad arte e gli anni scolastici pronti al via, l’argomento è particolarmente centrale. La campagna, è già partita e i manifesti sono stati affissi anche nelle bacheche del capoluogo.

Le critiche non mancano: «La foto che pubblico, e non commento perché si commenta da sè, l’ho scattata in una via del centro di Ancona – scrive Gianni Maggi, capogruppo M5S in Consiglio regionale –. Leggo che il professor Burioni, docente di virologia all’università San Raffaele di Milano, si dice orgoglioso della sua regione, le Marche, che ha approvato una legge per impedire l’accesso dei bambini non vaccinati al nido. Burioni esalta i pediatri e sono d’accordo, ma quando alcuni dottori abbandonano il senso della misura e del buon gusto (riferendosi al manifesto, ndr) il rapporto fiduciario con i pazienti non si consolida».

A difesa della campagna interviene il presidente dell’ordine dei medici di Ancona, Fulvio Borromei, il quale preferisce non commentare il post di Maggi: «Ci voleva una campagna d’impatto e noi abbiamo aderito perché la risposta doveva essere dura in un momento così delicato in cui si ascoltano cose davvero difficili da accettare – spiega Borromei –. Successivamente sarà il tempo per instaurare un rapporto di formazione e informazione verso i cittadini. La nostra difesa dei vaccini muove da prove scientifiche e su questo teniamo la barra a dritta. Esiste una storia lunga più di mezzo secolo che ci riporta ai vaccini nell’interesse pieno della salute delle persone. Un argine alle criticità. Ripeto, adesso la campagna, ma non vogliamo le crociate, ma soltanto informare e tranquillizzare le persone parlando in modo chiaro e comprensibile».