GIACOMO GIAMPIERI
Cronaca

Vicesindaco e assessore Zinni e la sicurezza: "I vigili? Troppo pochi per un capoluogo"

Uno dei fidatissimi di Silvetti giudica la vittoria del centrodestra "un sogno che si realizza. Ma guai farsi lusingare dal potere. Conerobus scollegata dal Comune. L’approfondimento sarà totale".

Vicesindaco e assessore  Zinni e la sicurezza:  "I vigili? Troppo pochi  per un capoluogo"

Vicesindaco e assessore Zinni e la sicurezza: "I vigili? Troppo pochi per un capoluogo"

di Giacomo Giampieri

Le preferenze ottenute in quota Fratelli d’Italia, 559, il più votato in maggioranza e il secondo in città. La lunga esperienza politica e professionale. Le ragioni che hanno fatto propendere il sindaco Daniele Silvetti nel nominarlo suo vice e conferirgli deleghe strategiche. Tocca all’assessore Giovanni Zinni.

Assessore, inquadriamo la vostra vittoria.

"Un sogno che si realizza per tutti quelli che negli anni si sono battuti, credendo in certe idee, nonostante ci abbia premiato anche chi era al di là dei nostri confini ideologici. Poi è la vittoria di quel centrodestra che è sempre stato solo all’opposizione. Alcune persone non ci sono più, il pensiero va a loro, convinto che sarebbero orgogliosi dell’opportunità offerta ad uno come me, con questa storia politica".

Sente il peso della responsabilità?

"Sì, voglio essere all’altezza della carica istituzionale, nei confronti del sindaco, di tutti gli anconetani e per il consenso ottenuto alle elezioni. Non bisognerà farsi lusingare dal potere".

Fa riferimento a chi vi ha preceduto?

"Non sta a me dirlo. I cittadini hanno bocciato un modello di governance. Potere è una battaglia con sé stessi. Facendo mia l’allegoria del Signore degli Anelli di Tolkien, quell’anello che tutti vorrebbero fino a consumare gli individui, perdendo di vista obiettivi e contatto con la gente. Non funziona".

Che situazione finanziaria avete trovato?

"Molto professionale e qualificato. Sapranno dare risposte rapide alle linee politiche dell’assessore. Siamo in fase di assestamento, il bilancio soffre per le emergenze contingenti, ma ci troviamo anche a confrontarci con scelte non fatte da noi, che ci hanno spiazzato. La nostra idea emergerà quando potremo fare il bilancio di previsione".

Sicurezza e Polizia locale, criticità?

"Abbiamo raccolto subito la richiesta di attenzione da parte del Comitato di pubblica sicurezza, avanzata con garbo istituzionale, per rendere i Comuni più operativi e sensibili. È nei nostri obiettivi, consci di una materia delicata. Servono presidio del territorio per la prevenzione dei reati, armamenti adeguati, formazione degli operatori. Sulla Polizia locale, tre traguardi prioritari: convocare i sindacati in audizione libera per conoscere aspettative e preoccupazioni; individuare il nuovo comandante, attraverso l’idonea procedura per arrivare al profilo più interessante e preparato; rilanciare un Corpo chiaramente sott’organico. Troppo poche 88 unità per un capoluogo".

Protezione civile?

"Stiamo effettuando una ricognizione degli strumenti per affrontare le emergenze sisma, alluvione e neve. Disponibilità massima del dirigente: coinvolgeremo associazioni esterne che operano nello stesso settore per un migliore coordinamento".

E poi ci sono le spine mobilità e rapporti con Conerobus...

"Per la mobilità ho intenzione di fare un grosso focus sui bandi dei trasporti urbani. Su Conerobus, la gestione della società è parsa scollegata dal Comune. Un po’ troppa autonomia politica, come non fosse una partecipata. L’approfondimento sarà totale e su questo usciremo pubblicamente assieme al sindaco".

Ha fatto discutere lo sport spacchettato in due, come replica?

"Fantasie. Gli assessori sono stati raddoppiati per occuparsi dello sport in maniera ancora più incisiva. Attivare canali differenti consentirà di fare un salto di qualità. Io seguirò lo sport dilettantistico, agonistico e amatoriale, quello che riveste una funzione sociale pazzesca, un antidoto a devianze e disagi, non solo per i nostri giovani. Impiantistica e progettualità di livello al collega Daniele Berardinelli perché lo sport abbia uno sbocco nel professionismo".