Violenza sull’autobus. No alla fermata extra: aggredisce l’autista e danneggia il mezzo

Un 35enne anconetano si recava dalla stazione ferroviaria all’Aspio. Quando ha visto che non entrava nella frazione ha chiesto di tornare indietro:. davanti al diniego ha spaccato una vetrata e malmenato il conducente. .

Violenza sull’autobus. No alla fermata extra: aggredisce l’autista e danneggia il mezzo

Violenza sull’autobus. No alla fermata extra: aggredisce l’autista e danneggia il mezzo

Aggredito da un passeggero perché non aveva fatto una fermata fuori percorso.

E’ successo a un autista di Conerobus, lungo la tratta Ancona-Osimo, una linea extraurbana. II dipendente della società di trasporto pubblico si è visto rompere il divisorio della cabina di guida con un martello frangivetro e poi sarebbe stato preso per un braccio mentre guidava l’autobus e per questo costretto ad arrestare subito la corsa. Erano le 21 del 29 novembre del 2019 quando un passeggero che trasportava, un anconetano di 35 anni, ha perso la ragione e si è scagliato su di lui.

La causa della reazione violenta del 35enne è stata la mancata possibilità di scendere dove la fermata non era prevista. Una prassi che l’autista avrebbe acconsentito in precedenza ma non quel giorno perché nessuno glielo avrebbe richiesto. Con l’accusa di violenza a pubblico ufficiale, interruzione di servizio e danneggiamento l’anconetano è finito a processo davanti alla giudice Antonella Passalacqua.

Stando alle accuse il passeggero era salito alla stazione, ad Ancona, diretto all’Aspio, dove abitava. Quando il mezzo pubblico non ha effettualo la deviazione che si aspettava, per entrare dentro la frazione, si sarebbe alzato dal seggiolino e si sarebbe diretto verso l’autista per rimproverarlo.

"Dovevi svoltare, io devo scendere, torna indietro" gli avrebbe intimato. L’autista però si è rifiutato. La fermata extra avrebbe dovuto farla presente prima e non dopo ma il passeggero era sicuro che nel salire glielo aveva anche ricordato. Non vistosi accontentato ha preso il martello usato per rompere il vetro in caso di emergenze e lo ha scagliato sul pannello divisorio della cabina di guida mandandolo in frantumi. Poi avrebbe strattonato il braccio dell’autista che a quel punto si è dovuto fermare. Il dipendente Conerobus ha chiamato i carabinieri e ha tenuto chiuso le porte del bus che sono state riaperte solo all’arrivo dei militari. E’ partita una denuncia a carico del passeggero che ora ne deve rispondere in tribunale.

Le telecamere del mezzo hanno ripreso la scena. Difeso dall’avvocato Antonella Devoli ha risarcito i danni a Conerobus per 3mila euro, parte civile con l’avvocato Marco Micucci, che ne chiedeva quasi 7mila per i costi affrontari per la riparazione, il fermo del mezzo e i 50 minuti dell’interruzione di pubblico servizio che ha fatto ritardare il bus nel tragitto.

L’avvocato Micucci ieri ha depositato la remissione di querela visto che i danni sono stati risarciti e il processo ora proseguirà solo per i reati procedibili d’ufficio, l’interruzione di pubblico servizio e la violenza a pubblico ufficiale.

Ascoltato in aula un testimone che quella sera ha detto di aver sentito solo il vetro rompersi. L’udienza e stata rinviata al 14 maggio per sentire un teste della difesa al momento irreperibile.

Marina Verdenelli