Ancona, 24 gennaio 2020 - Il temuto Coronavirus che dalla Cina rischia di diffondersi anche in Europa dopo alcuni contagi negli Stati Uniti, spaventa gli anconetani che iniziano a prendere i primi provvedimenti. L’istituto superiore Savoia-Benincasa, per esempio ha annullato il viaggio studio che doveva svolgersi a maggio nel Paese e convocato per la prossima settimana una riunione straordinaria con docenti e genitori delle classi terze per illustrare la situazione.

"I dati riportati sulla stampa con indicazione di una moltiplicazione di casi alla fine ci ha fatto optare per l’annullamento – ha dichiarato la dirigente d’istituto Alessandra Rucci – ho condiviso e accolto le preoccupazioni dei genitori e visto che il viaggio può essere rinviato al prossimo anno studieremo una mèta alternativa sempre di approfondimento linguistico".

Non nasconde una certa preoccupazione anche l’imprenditore Danilo Falappa, direttore generale della Innoliving, azienda che ha una sede anche nei pressi di Shanghai dove produce articoli per la cura della persona, prodotti elettronici per la salute e la bellezza e piccoli elettrodomestici dal design Italiano. "Al momento i nostri buyer e clienti sono fermi per i festeggiamenti del Capodanno cinese – spiega Falappa – ma ci stiamo già organizzando per marzo-aprile e stiamo seguendo la vicenda del virus con apprensione ora dopo ora. Temiamo, che come già accaduto in passato con la Sars, la situazione possa rivelarsi più grave di quanto i media cinesi vogliano far credere".

"Al momento nessuno indossa guanti o mascherine – spiega anche il direttore commerciale di innoliving Francesco Tamberi – i problemi sono limitati ai viaggiatori, nelle stazioni ci sono già gli scanner che prendono la temperatura corporea. La nostra fabbrica non è nella zona rossa di Wuhan ma molti voli fanno scalo proprio lì, quindi non resta che attendere gli sviluppi prima di prendere decisioni. Cerchiamo di non drammatizzare la situazione".

Il Capodanno lunare, che si svolge proprio in questi giorni (cade sabato 25 ma dura ben tre settimane) muove almeno 200 milioni di cinesi, dei quali 7 milioni verso l’estero. "E’ stato consigliato dalle autorità di non recarsi a Wuhan – spiega ancora Tamberi – quello che dobbiamo capire è se la situazione sia più grave di quanto vogliono farci credere o se l’allarme possa rientrare in tempi brevi".