Uno dei colpi della banda
Uno dei colpi della banda

Ancona, 22 febbraio 2019 - Si innamora del bandito che assieme a un complice aveva tentato una rapina alla sala slot dove lei lavorava, prendendola pure in ostaggio, e poi lo aiuta a fare altri colpi. Così una 23enne di Montemarciano è passata da vittima a rapinatrice, e tutto solo per amore. Per lui è stata anche arrestata. Galeotto il colpo poi sfumato andato in scena il 20 giugno dello scorso anno, alla sala scommesse Admiral Club di Senigallia, in via Giordano Bruno. Lei lì ci lavorava quando è entrato un cubano di 27 anni, con il volto travisato. 

Con lo straniero c’era un albanese di 25 anni, diventato poi il fidanzato della 23enne, in quell’occasione rimasto però sulla porta a fare da palo. Il cubano l’aveva pure presa in ostaggio, puntandole il coltello addosso e urlandole che era pronto ad usarlo se non gli venivano consegnati subito i soldi. 

L'arrivo di alcuni clienti e l’inaccessibilità della cassa fecero poi desistere il cubano che scappò senza malloppo con l’albanese. Dopo quel colpo, però, la giovane ha rivisto l’albanese, riconoscendolo in giro per Senigallia. Lo aveva notato anche durante la tentata rapina ed era rimasta folgorata da lui, tanto che in poco tempo tra loro è nata una storia d’amore condita con rapine in altre sale scommesse. Quello che aveva vissuto sulla propria pelle come vittima poi lo aveva inscenato insieme all’albanese, almeno in un colpo.

Il gruppetto è stato fermato a dicembre scorso, dai carabinieri, che stavano portando avanti una indagine su diverse sale slot prese di mira a Senigallia in quel periodo. Alcune rapinate, altre con tentativi non andati a buon fine. Il modus operandi era sempre lo stesso. In due entravano, fingevano di giocare alle macchinette quando arrivava il terzo della banda che per ottenere denaro puntava il coltello addosso ai complici per intimorire i presenti.

Per tutti e tre era scattato l’arresto per rapina aggravata e tentata rapina. Alla 23enne i carabinieri hanno contestato la partecipazione ad un colpo avvenuto il 14 settembre scorso, alla sala slot Terry Bell, lungo la statale Adriatica. La giovane era entrata insieme al fidanzato albanese, come due normali clienti. Si erano messi a giocare alle macchinette. Poco dopo era arrivato il cubano che, armato di coltello, si era diretto verso la coppia per minacciarla con il coltello e farsi consegnare i soldi in cassa dal titolare del locale. La rapina fruttò 55 euro, l’ultima commessa. I carabinieri trovarono elementi per incastrare la banda e a dicembre scattò la misura cautelare con gli arresti domiciliari. Ai due stranieri sono stati attribuiti altri tre colpi oltre a quello del 14 settembre e per loro le indagini non sono ancora chiuse.

La 23enne, invece, difesa dall’avvocato Domenico Liso, ieri ha patteggiato la pena di un anno e mezzo di reclusione. Gli altri colpi attributi all’albanese e al cubano, entrambi residenti a Senigallia, riguardano sempre l’Admiral Club, il 10 maggio 2018, sfumato perché un dipendente lanciò contro il cubano un portavivande, e la sala slot G-Planet in via Raffaello Sanzio, a giugno scorso, fruttato 640 euro.