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15 giu 2022

"Viviamo vicino a un ecomostro: amianto, la nostra salute a rischio"

La Palombella chiede interventi urgenti per l’ex Angelini: "I malati oncologici stanno aumentando, abbiamo paura"

15 giu 2022
marina verdenelli
Cronaca

di Marina Verdenelli

Immobili abbandonati a rischio amianto, sporcizia, l’allarme topi, il pericolo calabroni e diversi casi di tumore tra la popolazione residente come sostengono. La Palombella alza la voce e dopo anni di promesse da parte del Comune ha chiamato in aiuto l’associazione Anti Degrado per provare a risolvere i problemi del quartiere più storico di Ancona. Due famiglie hanno aperto le porte di casa al presidente dell’associazione Paolo Baggetta e al portavoce Fabio Mecarelli per far vedere cosa si vede da quelle case affacciandosi dai balconi. Nel sopralluogo di ieri, in via Flaminia, tra le palazzine dei civici 90 e 101, c’è andato anche il Carlino.

"C’è una alta concentrazione di malati oncologici – ha spiegato Mecarelli – e chi abita qui vorrebbe sapere se dipende dal fabbricato dell’ex Angelini che hanno proprio davanti alle loro case. Il complesso è stato acquistato dal Comune ai tempi del sindaco Fabio Sturani, è stata fatta una bonifica esterna e al tetto in amianto ma all’interno non si sa bene cosa ci sia dentro. Con il vento qualcosa fuoriesce perché per quanto le finestre siano state chiuse non sono ermetiche". Alla palazzina del 101 una donna ha perso il marito per un tumore, sei anni fa, ora ha la figlia ammalata e altri due residenti sarebbero in cura oncologica. "Affacciandoci dal loro balcone si vede questo mostro – ha osservato Mecarelli – l’ex Angelini. A tenere pulito sono solo i residenti eppure l’area è comunale. Lo stabile è stato lasciato dalla casa farmaceutica dopo la frana del 1982 ma possono esserci ancora polveri pericolose, va controllato. Il Comune o lo abbatte o cambia la destinazione d’uso ricavandoci anche degli alloggi o un servizio per la Caritas che ne ha sempre bisogno. Vorremmo poter accedere all’interno e vedere cosa c’è, per il bene di questi residenti". Fuori dallo stabile regna l’erba alta e un cartello, quasi coperto dalla vegetazione, che avvisa del pericolo crolli. "A due passi da qui si riuniscono i ctp – ha sottolineato Mecarelli – possibile che nessuno vede questa situazione? Ci passano praticamente davanti". Anche al civico 90 lamentano una situazione di abbandono e degrado. "Tutte le donne di questo rione si sono ammalate di tumore – ha detto Licia Monina, nipote dell’ex sindaco della città Guido Monina – anche io e tuttora gli vado dietro. Abito qui da 22 anni e la situazione non è mai cambiata. Dal mio terrazzo vedo un altro rudere abbandonato, è un capannone che prima era utilizzato da una concessionaria di auto e poi da chi vendeva divani. Adesso non c’è più attività commericale e si è riempito di topi, mosche e calabroni. Escono anche dei liquami in certi giorni e il fetore è insopportabile. Siamo costretti a chiudere le finestre anche se fa caldo pur di non sentire la puzza. Possibile che al privato non si possa far sistemare questo scempio che abbiamo davanti casa?".

L’immobile ha i vetri tutti rotti, forse è oggetto anche di intrusioni di senzatetto e attorno ha la vegetazione alta che attira animali. Dall’altro lato della strada c’è la ferrovia e anche sul passaggio dei treni i residenti chiedono interventi. "Sono tutti concordi a far mettere delle barriere – ha detto Mecarelli – che insonorizzi la zona perché oltre al rumore nelle case arriva anche lo smog che i treni generano al loro passaggio. Qui non c’è vista mare oltre i binari perciò dei pannelli potrebbero essere valutati".

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