Aerdorica, il presidente Ceriscioli (Fotoprint)
Aerdorica, il presidente Ceriscioli (Fotoprint)

Ancona, 4 gennaio 2019 - Uno spiraglio di luce per l’Aerdorica. Ieri mattina è arrivata una proposta di un socio privato per il salvataggio della società dell’aeroporto e alle 13 di oggi il bando si è quindi chiuso con una offerta presentata. Il presidente Luca Ceriscioli appare sollevato.

«In realtà io ho sempre creduto che una o più proposte sarebbero arrivate. Abbiamo incontrato in questa fase solo gente seria e ben motivata».

L’amministatore unico Federica Massei negli ultimi giorni pareva più pessimista.
«Non so, di solito in queste situazioni bisogna aspettare comunque la scadenza. Ma la capisco perché la situazione complessiva è tutt’altro che facile. Gestire un’azienda in crisi, portarla al concordato preventivo, avere cento persone che aspettano ogni tua decisione per sapere se avranno ancora un posto di lavoro... non è facile».

Il pacchetto economico per dare una soluzione di sopravvivenza ad Aerdorica non è una cosa da poco.
«Certamente, anche perché abbiamo ereditato una bella montagna di debiti e cercato di mantenere l’aereoporto Raffaello funzionante anche in una fase di concordato preventivo. Non sono stati mesi certo facili per l’amministratore unico».

Ci vuole un socio privato.
«Per tanti motivi. A cominciare dal fatto che c’è una gestione complessiva da cambiare. Partite del passato da chiudere, l’Unione Europea che non vuole veri o presunti aiuti di stato. Ci vuole un socio per la gestione futura, che porti sostanza economica oltre che aziendale».

La Regione dal canto suo ci mette altri soldi.
«Dobbiamo sottolineare che siamo riusciti a fare oltre 450 mila passeggeri con una situazione oltremodo complicata. Non sono pochi, tenendo conto dei dati di partenza».

E senza un socio il fallimento è dato per scontato, visto che non potrete usare i 25 milioni che avete stanziato.
«Intanto non corriamo troppo in avanti. L’attuale passaggio è oltremodo delicato. Perché solo nuove forze imprenditoriali possono sbloccare la soluzione e passare ad un vero concordato. Noi pagheremo i debiti arretrati e la nuova società utilizzerà l’offerta che leggeremo, per il futuro, per un rilancio reale».

In mezzo ci dovrebbe essere il via libera dei creditori al concordato.
«Appunto, un altro passaggio importante che deve concretizzarsi. Intanto aspettiamo la conclusione della fase di gara...».

Si parte da una base di 15 milioni di euro.
«Si, destinati alla ristrutturazione della società ed ai lavori infrastrutturali previsti nello scalo e non più rinviabili».

Intanto si va avanti con Ryanair.
«In effetti l’amministatore unico ha prolungato l’accordo con la compagnia low cost fino a ottobre, in attesa di chiudere il pacchetto concordato».

Lei rimane fiducioso.
«Io sempre, anche perché credo che partire da oltre 450mila passeggeri. E che ci siano diversi soggetti interessati a questo scalo. Portare tutto a compimento sarebbe davvero una bella impresa, sia livello economico che politico».

Anche politico?
«I dati di partenza non erano certo facilissimi ad ogni livello. Dobbiamo rimanere ottimisti».

 Lunedì 7 gennaio alle 11, come indicato nel bando, si procederà all'apertura della busta. Successivamente - spiega la Regione Marche - inizieranno i lavori della Commissione tecnica esaminatrice che verrà nominata da Aerdorica per addivenire alla aggiudicazione. La documentazione verrà sottoposta alla stazione appaltante (Aerdorica) e successivamente alla ratifica dell'assemblea degli azionisti. L'informativa dell'aggiudicazione dovrà essere inviata alla Commissione Ue da parte di Regione Marche, per consentire il completamento dell'istruttoria in materia di aiuto alla ristrutturazione.

Da parte sua Aerdorica fornirà l'informativa agli organi della procedura concorsuale, i quali ne faranno l'uso di legge per garantire la migliore informazione del ceto creditorio. Tutti questi tasselli dovranno incastrarsi alla perfezione ovvero l'auspicato ok della Commissione Ue alla ricapitalizzazione da parte di Regione Marche potrà dare copertura al piano concordatario presentato da Aerdorica e, solamente dopo l'omologa del concordato, l'investitore privato farà il suo ingresso formale nella compagine societaria, si legge ancora nella nota.