Un dollaro in mezzo ai bolivares venezuelani
Un dollaro in mezzo ai bolivares venezuelani

Fabriano (Ancona), 26 febbraio 2019 - Il Bolivar venezuelano, oltre alla carta moneta per la Turchia e l’Indonesia, lancia una scialuppa di salvataggio alle Cartiere Miliani, la storica azienda fabrianese che per buona parte del 2018 ha vissuto un periodo di forte sofferenza per il drastico calo di ordini. Nonostante la situazione politica sia estremamente caotica nel Paese sudamericano e la forte contestazione al presidente Nicolas Maduro stia trasformando il Venezuela in una drammatica arena a cielo aperto con continui scontri a fuoco e un clima da vera e propria guerra civile, il Paese ha comunque bisogno delle sue banconote.

Come già avvenuto nel recente passato, nelle ultime settimane è stata la storica cartiera fabrianese ad aggiudicarsi una delle commesse per alcuni tipi di tagli che permette all’industria marchigiana di tirare un forte sospiro di sollievo, scongiurando il rischio di apertura della cassa integrazione almeno fino al prossimo autunno. Con gli ultimi importanti ordini, infatti, il lavoro è garantito almeno per i primi otto mesi del 2019, sebbene con uno solo dei tre macchinari per la produzione di carta valori, la cosiddetta ottava. Sui 150 operatori complessivi del comparto nel principale stabilimento cittadino di Vetralla, buona parte avranno dunque la possibilità di rimanere operativi, mentre alcune decine saranno comunque in servizio senza dover ricorrere agli ammortizzatori sociali, ma in sedi e reparti diversi.

«Rispetto ai mesi scorsi la situazione è migliorata sul fronte dei volumi produttivi, ma ancora attendiamo di conoscere il piano industriale della nuova proprietà americana di Bain Capital», fanno sapere i sindacati che chiedono chiarezza sul progetto imprenditoriale del gruppo statunitense fin qui impegnato quasi sempre nelle partecipazioni minoritarie nelle varie aziende, mentre stavolta si propone come azionista di maggioranza. 

Proprio Bain Capital ha prelevato nel 2018 l’intero settore cartario della holding veronese Fedrigoni, compresa la realtà produttiva marchigiana famosa perfino fuori dai confini nazionali per gli album da disegno contrassegnati dall’inconfondibile logo F4 e il brand della carta Fabriano, altrettanto conosciuto. A preoccupare i lavoratori è anche la concorrenza in aumento proprio nel settore della carta valori, in particolare da parte di player istituzionali come nel caso della Bce che potrebbe centralizzare la realizzazione dell’euro. C’è poi da vincere la sfida con l’emergente cartiera di Foggia, la cui proprietà è dell’istituto Poligrafico Zecca dello Stato che fino all’inizio del millennio era titolare proprio dell’industria fabrianese.