Lo jesino Alfio Lillini
Lo jesino Alfio Lillini

Ancona, 3 gennaio 2018 - Non c'è anno nuovo che non inizi senza le previsioni meteorologiche dello jesino Alfio Lillini con il suo calendario delle cipolle. «La cipolla è stata tagliata! - aveva annunciato martedì sera, 1° gennaio - E messa su un tagliere con un po’ di sale marino fino sopra ed esposta a nord...». Questa la tecnica tradizionale con la cipolla che viene divisa in dodici spicchi - uno per ogni mese - e il responso atteso per l’indomani. Ed ecco dunque, il calendario delle Cipolle 2019: «L’anno 2018 appena concluso risulta essere l’anno più caldo da quando si rilevano le temperature e ci ha portato dentro una tropicalizzazione globale - esordisce Lillini nella sua relazione - ma il natale 2018 con la luna calante (luna buona) è di buon auspicio, per un buon 2019».

Risultati non scientifici ma che comunque fanno riflettere sulla salute dell’ambiente e sui temi della sostenibilità: «I segnali della natura così forti e chiari che li possono vedere tutti, se uno vuole, ma nessuno guarda - continua Lillini - Ci fa poi scandalo se il ponte Morandi a Genova crolla, se si scoprono vaste aree degli oceani con inesorabili maree di plastica, se centinaia di migliaia di abeti rossi vengono abbattuti da tempeste di vento in Trentino e così via. Ma di cambiare stile di vita e di comportamenti quotidiani non se ne parla proprio?».

Poi le previsioni: «L’inverno quello vero sarà tardivo e ci accompagnerà fino alla fine della 1° decade di aprile, poi una primavera molto variabile, il sole e il caldo dalla fine della 2° decade di maggio, con un primo periodo afoso già ai primi giugno - rivelano le cipolle - L’afa poi ci accompagnerà dalla fine della 1° decade di luglio, alla fine della 2° decade di agosto...ma il sole e il caldo ci porterà alla metà di settembre, poi speriamo nelle piogge benefiche di fine settembre e ottobre, il freddo da fine novembre».

C’è anche l’avviso riservato ai «naviganti» che è più un appello al buon senso: «Ai nostri governanti dico: si parla tanto (senza fare nulla) della sostenibilità ambientale che è sempre più difficile da praticare - conclude Lillini nella sua relazione - L’anello debole secondo me sembrano proprio essere i cittadini, sempre più distratti e convinti che ad ogni problema che affligge il nostro mondo debba essere qualcuno di superiore a loro a dover trovare le soluzioni. Il tutto per un mondo più pulito. Perché abbiamo solo questo!».