In pochi giorni è caduta l'acqua di tre mesi
In pochi giorni è caduta l'acqua di tre mesi

Ancona, 19 maggio 2019 - Manca ancora una dozzina di giorni alla fine del mese, ma, se si continuerà di questo passo maggio 2019 potrebbe riscrivere gli annalì in merito alla piovosità in territorio provinciale e regionale. Ormai da un paio di settimane abbondanti, infatti, riuscire ad intravedere il sole che prova a farsi largo tra nubi e perturbazioni è quasi un’impresa, tanto che anche per buona parte della giornata di ieri nell’Anconetano a farla da padrona è stata manco a dirlo la pioggia. Non solo precipitazioni, ma pure umidità e perfino a tratti una nebbiolina tipicamente novembrina continuano a marcare il territorio, generando inevitabile apprensione tra gli operatori turistici delle località balneari, visto che negli anni passati di questi tempi specie nei fine settimana c’era già chi affollava le spiagge e azzardava perfino i primi bagni in mare. Oggi la situazione è ben diversa e per il momento non sembrano esserci segnali di inversione di tendenza anche per la giornata odierna come conferma al Carlino il meteorologo della Protezione civile regionale Marco Lazzari interpellato per cercare di fare chiarezza sulle bizze del maltempo. 

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Marco Lazzari, cominciamo dai numeri: davvero quelli della pazza primavera 2019 sono totalmente fuori norma?

«In media nella nostra regione dovrebbero cadere 180 millimetri di pioggia in 92 giorni da marzo a maggio, mentre in questo caso nei primi 17 giorni del mese attuale siamo già attorno a quota 150 con picchi di 190 come nella località maceratese di Fiuminata. Nel dettaglio della provincia, si è arrivati a quota 136 milimetri alla Baraccola di Ancona, 104 a Torrette, 107 a Filottrano e attorno al centinaio tra Jesi e Fabriano. Per la verità volumi abbastanza significativi si erano registrati anche nell’ultima settimana di aprile quando la pioggia ha più volte fatto sentire la sua presenza, sebbene a intermittenza».

Quanto durerà ancora questa lunga primavera bagnata?

«È probabile che oggi si alternino nuvole e sole con qualche fenomeno temporalesco soprattutto nelle zone interne in particolare a metà giornata. In ogni caso le temperature si stanno alzando e progressivamente dovremmo tornare ad allinearci con le medie stagionali, visto che la settimana scorsa le massime erano addirittura scese fino a dieci gradi sotto la norma. Per farla breve, ci attende una domenica senza la necessità di indossare il giubbotto invernale, ma con l’ombrello in mano».

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E quando arriverà l’estate o almeno una fase più soleggiata?

«Sapete benissimo che l’orizzonte temporale della meteorologia è piuttosto limitato e dunque ad oggi possiamo solo dire che fino a metà settimana prossima orientativamente si prevedono altre giornate variabili con qualche possibile fenomeno in termini di precipitazioni ma piuttosto lieve. Forse nei giorni seguenti potrebbe materializzarsi un’ulteriore perturbazione, ma ripeto parliamo di una distanza eccessiva per capire realmente spostamenti e flussi e quindi non è il caso di avventurarsi in previsioni poco attendibili».

Ma questa primavera così piovosa rappresenta un problema per l’ecosistema?

«Per l’agricoltura le difficoltà maggiori arrivano in caso di precipitazioni brevi e violente che purtroppo creano danni. Ad ogni modo un periodo bagnato era sicuramente applicabile, anche perché i primi tre mesi dell’anno sono stati estremamente asciutti e già si erano materializzati timori per possibili crisi idriche e preoccupanti situazioni di siccità simili a quelle di qualche anno fa».