Ancona, 22 giugno 2018 - Hanno scelto di mettere da parte i simboli partitici, hanno preferito spogliarsi delle rispettive appartenenze e guardare oltre, ma alla fine i partiti, quelli attempati, quelli forse superati, gli hanno concesso di arrivare al turno di ballottaggio. Ad Ancona è civismo contro civismo, ma più che altro centrosinistra contro centrodestra. Del primo schieramento fa parte il sindaco uscente Valeria Mancinelli, una candidatura marcata Pd, un po’ meno democrat dopo il fallimento del partito alle scorse elezioni politiche. 

Ballottaggi, nelle Marche si vota in tre Comuni

Del secondo Stefano Tombolini, un civico puro, il suo progetto con la lista Sessantacento era partito già nel 2013, che però si è fatto sostenere in questa breve ma intensa corsa da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e Lega. Il sindaco uscente ha fatto una campagna elettorale orientata tutta sui risultati ottenuti nei primi cinque anni di mandato e anche su quello che potrebbe essere il futuro se il Comune fosse ancora affidato alle sue mani.

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Pronta a riconfermare la sua squadra di assessori, forse ci saranno un paio di cambi, è sicura di poter fare bene, non ha ambizioni ‘parlamentari’ e sembrerebbe non le interessi nemmeno fare il presidente della Regione. Vuole fare il sindaco insomma, cerca aderenza con il territorio e spera di poter stravincere al ballottaggio. Nel voto del 10 giugno ha ottenuto il 47,92% dei consensi e per la seconda volta si trova a dover disputare un altro tempo di elezioni (cinque anni fa se dovette vedere con Italo D’Angelo, anche in questo caso candidato del centrodestra). 

Stefano Tombolini, invece, è un ingegnere. Fa da cinque anni opposizione dura alla Mancinelli ed ha rischiato anche di farsi ammanettare in aula pur di far valere le sue ragioni. Nel primo turno ha ottenuto il 28,44% delle preferenze. Grazie soprattutto a una Lega che è uscita a testa alta da questo primo turno e da un risultato sufficiente di Fratelli d’Italia. Deludente quello di FI e Udc. Tombolini è stato criticato per l’atteggiamento tenuto in campagna elettorale. 

Giudicato troppo aggressivo e la sua una campagna elettorale, troppo ‘contro’. Ma ha ben chiara la sua idea di città, dice di sapere dove andare a recuperare i soldi, di sapere dove risparmiare ma è pronto anche a mettere degli assessori che saranno controllati da consiglieri delegati mentre alla guida delle commissioni è pronto a schierare esponenti dell’opposizione. Il grande spauracchio è però l’astensione. Ad Ancona è già iniziata la stagione estiva e il pericolo che si dia per scontato un risultato può giocare un brutto scherzo alla Mancinelli in favore di consensi verso Tombolini. All’opposto potrebbero, in senso lato, uscirne perderti entrambi.

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