Fabriano (Ancona), 26 giugno 2018 - La troupe della fiction di Raiuno ‘Che Dio ci aiuti 5’ resta a Roma e anche per tutto il mese di luglio continuerà a girare nella capitale dove le riprese negli spazi interni erano iniziate ad aprile. Cancellato, dunque, l’arrivo in città per la sessione che avrebbe dovuto cominciare oggi con gli allestimenti tecnici e proseguire dal primo al 14 luglio tramite le registrazioni delle varie scene e il posizionamento del convento delle suore televisive all’Oratorio della Carità.

Resta, invece, aperta la partita sul fronte dei successivi ciak, quelli che originariamente erano previsti a Fabriano nel mese di settembre secondo quanto riferito da una delibera della Giunta comunale del 19 giugno con la quale si accettava la proposta della Lux vide, casa produttrice dello sceneggiato, per i due step cittadini delle riprese, il primo appunto ad inizio luglio di due settimane e il secondo e più robusto a fine estate con una durata orientativa di 25 giorni. Nella giornata di venerdì il primo ad attivarsi era stato il sindaco Gabriele Santarelli una volta venuto a conoscenza dell’improvvisa disdetta delle prenotazioni alberghiere da parte di produttori, attori e collaboratori della fiction, la cui messa in onda della quinta edizione è fissata per inizio 2019.

Subito sono scattati i primi contatti dell’ente municipale con la ‘Film commission’, ovvero la società controllata dalla Regione deputata a erogare i fondi necessari per la permanenza dello sceneggiato a Fabriano, peraltro sede già nelle due precedenti edizioni.

Il nodo cruciale sarebbe proprio quello di carattere economico non solo per la tempistica dello stanziamento dei fondi da parte della Regione, ma anche perché nelle ultime ore si sarebbe inserita con forza nella trattativa la vicina Umbria pronta a strappare a Fabriano il convento di Suor Angela, alias Elena Sofia Ricci. Del resto i rapporti tra la stessa Umbria e la ‘Lux vide’ sono quanto mai solidi, al punto che in vista del probabile definitivo stop della serie Don Matteo (le cui riprese sono state girate inizialmente a Gubbio, poi a Spoleto) si punta a ottenere un’altra produzione di spicco della rete di Stato.

Sarebbe stata ipotizzata la città di Spello come possibile sede del monastero, qualora sia realmente l’Umbria a soffiare a Fabriano la fiction della prima serata di Raiuno che in media ha ottenuto ascolti superiori ai 6 milioni di telespettatori a puntata.