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Ancona, Gianmarco Tamberi due volte oltre il muro dei 2.30

Gimbo lo aveva promesso. A Eberstadt ha toccato i 2.33, per un secondo posto finale che fa ben sperare per la finale di Diamond League

Ultimo aggiornamento il 27 agosto 2018 alle 13:50
L'esultanza di Gianmarco 'Gimbo' Tamberi (Ansa)

Ancona, 27 agosto 2018 - Gimbo è tornato. Nella sua pedana. Quella che l’ha lanciato più di tre anni fa alla ribalta nazionale del salto in alto, con il doppio record tricolore nella stessa gara (2,35 e 2,37 nel 2015).

A Eberstadt, piccolo comune tedesco di poco più di tremila anime nel land del Baden-Württemberg, Gianmarco Tamberi ieri ha valicato il muro dei 2.30. Che sembrava quasi insuperabile fino a poche settimane fa. L’altista anconetano è andato addirittura oltre. Saltando 2,33, alla prima prova, dopo i 2,30 raggiunti al terzo salto, e dando letteralmente spettacolo dopo il volo. Togliendosi e lanciando quella canotta arancione come un giocatore fa dopo aver segnato un gol.

Gimbo nell’immediata vigilia l’aveva promesso. "Faccio 2.30!" aveva scritto sui social. Continuando così: "Dopo due anni dall’infortunio ho deciso che salto di nuovo oltre quel muro". Scritto e fatto. Promessa mantenuta, chiedendo ai tifosi di condividere il video del salto (dopo poche ore oltre 1.500 condivisioni). Ieri solo l’australiano Brandon Starc con 2,36 ha fatto meglio del campione anconetano.

Secondo alla fine, migliorando così il terzo posto di giovedì colto a Rovereto nel Palio della Quercia. "2 anni infiniti, 2 anni impossibili da raccontare, 2 anni di frustrazione, 2 anni.... per tornare a volare" ha esordito così Gimbo ieri nel post arrivato puntuale a fine gara. "Grazie a tutti voi che mi avete sempre sostenuto e dato parole di conforto, finalmente possiamo dirlo, urlarlo... Halfshave is back!". 

Tamberi ora è settimo nelle liste mondiali del 2018 e terzo in quelle europee, con cinque centimetri di progresso, ritornando dopo due anni a saltare quote importanti. Era il 15 luglio 2016 quando nel giro di pochi minuti a Montecarlo passò dalla gioia per il record italiano di 2,39 al dolore per l’infortunio che gli impedì di partecipare alle Olimpiadi di Rio.

Ieri, a 772 giorni di distanza da quella serata monegasca, urla ancora di felicità. "Quando ho saltato 2,30 sono quasi svenuto dall’emozione" racconta Gimbo. Che non aveva iniziato bene la gara in Germania. Gli sono serviti tre salti per superare quota 2.20 dopo essere entrato in competizione a 2.15. Poi l’escalation: ha proseguito con 2,24. Non si è presentato ai 2.27, superando poi 2,30 e 2.33 ballando a ritmo di musica sulle note di Martin Garrix e ringraziando il pubblico di Eberstadt, un meeting portafortuna per Gimbo che ha detto stop dopo aver fatto segnare il primato stagionale.

Perché la stagione non è finita. Appuntamento a venerdì per la finale della Diamond League a Bruxelles e chissà che non salti pure al campionato italiano. Perché la misura toccata ieri in Germania è solo un punto di partenza. 

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