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26 apr 2022

Colavitto "migliora tutto" L’Ancona ringrazia e vola

Arrivando sesto, ha fatto meglio del Matelica dello scorso anno piazzatosi ottavo. E quanti giocatori trasformati, una difesa più solida e un attacco sempre al top

andrea fiano
Sport
Gianluca Colavitto nel derby con la Vis Pesaro, stravinto dall’Ancona
Gianluca Colavitto nel derby con la Vis Pesaro, stravinto dall’Ancona
Gianluca Colavitto nel derby con la Vis Pesaro, stravinto dall’Ancona

di Andrea Fiano

"Io devo far rendere i miei calciatori, se non li faccio rendere sono sportivamente morto". Per capire Gianluca Colavitto bastino queste poche parole. L’ultima volta che le ha pronunciate era nella sala stampa del Benelli, dopo che l’Ancona Matelica ne ha rifilati quattro alla Vis Pesaro nel derby. Ma per chi ha avuto modo di ascoltare e apprezzare il pensiero del tecnico biancorosso non sono dichiarazioni ‘nuove’. Colavitto è uno che si alimenta di sfide, che si esalta nelle problematiche, che accetta le sfide che sulla carta sembrano impossibili. È per questo che la sua creatura dorica ha saputo fare meglio del suo Matelica, alla prima partecipazione alla Lega Pro. Da quell’ottavo posto, l’Ancona Matelica si è sistemata al sesto. Dai 59 gol fatti l’anno scorso ai 61 di questo campionato. Soprattutto dai 62 gol subiti di una stagione fa ai 50 di quella finita sabato pomeriggio. Colavitto passa per essere un tecnico ‘zemaniano’ nella concezione offensiva del calcio. Eppure non distoglie l’attenzione dalla fase difensiva, anche perché la sua comincia proprio coi movimenti degli attaccanti. Il resto è il gioco verticale, il fastidio all’impostazione avversaria per recuperare palla il prima possibile e nelle zone di campo in cui rendersi immediatamente pericolosi, affondare in transizione senza avere pietà. Proprio come a Pesaro. O come a Teramo, o a Pistoia, o a Pontedera. Flash di un’annata in cui l’Ancona Matelica ha dato spettacolo con la produzione offensiva, con l’organizzazione tattica, ma anche con le motivazioni. Uno come Colavitto ha dato dimostrazione di saper trasmettere ai suoi giocatori ogni volta gli stimoli giusti per arrivare a un obiettivo, a un traguardo, a una vittoria.

Si sono succedute così le conquiste della salvezza a febbraio, poi dei playoff, quindi del sesto posto che racconta meglio di qualunque altra etichetta la cavalcata biancorossa. Il saper far rendere i suoi giocatori si è tradotto in un tridente in doppia cifra, in Rolfini che solo in D e a inizio carriera era andato oltre i 10 gol e che invece si è laureato capocannoniere del girone B; in Faggioli che alla prima in C ne ha fatti 14; in Sereni che ha trovato 11 marcature e diversi assist vincenti. Colavitto ha proposto Delcarro in mezzo, la coppia Iotti-Masetti; ha lanciato Gasperi e ancora di più Iannoni. Sarà come dice lui, "non sono capace a fare le trattative, conto sulla riconoscenza, sull’onestà e sulla giustezza", la sensazione però è che questi valori siano sul tavolo del confronto col ds Micciola e l’ad Ripa. Quel tavolo che nelle prossime ore dovrà portare alla fumata bianca e al rinnovo pluriennale di Gianluca Colavitto che resterà caposaldo tecnico dell’Ancona che verrà. Magari di una rosa anche più ambiziosa e che potrebbe esaltare le doti di comandante del mister napoletano.

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