Carmen Delia Gutierrez Montero, detta "Guti", spagnola di Cadice classe 1990, giocatrice del Città di Falconara, domenica scorsa ha firmato il gol numero quattro del match che le "citizens" hanno vinto contro il Città di Capena. Guti è un’altra delle giocatrici che si stanno rivelando fondamentali nello scacchiere di Massimiliano Neri. Guti, ha dichiarato che questo Falconara è la sua nazionale: perché? "Perché non ho mai ricevuto la chiamata della Roja. Mentre altre giocatrici che non erano titolate come me in passato sono state convocate, a me non è mai successo. Dormo bene lo stesso,...

Carmen Delia Gutierrez Montero, detta "Guti", spagnola di Cadice classe 1990, giocatrice del Città di Falconara, domenica scorsa ha firmato il gol numero quattro del match che le "citizens" hanno vinto contro il Città di Capena. Guti è un’altra delle giocatrici che si stanno rivelando fondamentali nello scacchiere di Massimiliano Neri.

Guti, ha dichiarato che questo Falconara è la sua nazionale: perché?

"Perché non ho mai ricevuto la chiamata della Roja. Mentre altre giocatrici che non erano titolate come me in passato sono state convocate, a me non è mai successo. Dormo bene lo stesso, ho perso l’illusione, non aspetto più questa convocazione, la mia maglia e il mio obiettivo oggi sono il Falconara".

A Falconara è tornata a giocare da laterale, è il ruolo in cui si trova meglio?

"Sono nata come laterale, poi sia nella Ternana che nel Kick Off ho fatto il centrale. Sono due ruoli che mi piacciono entrambi, anche perché in attacco non cambia molto, sei sempre ovunque. Sono sempre disponibile a giocare in entrambi i ruoli".

Domenica il Capena vi ha fatto soffrire, eccome.

"Sì decisamente. Nel primo tempo abbiamo sofferto perché la palla non entrava e siamo state sfortunate perché abbiamo anche preso gol. Abbiamo mantenuto la calma, non ci siamo fatte prendere dall’ansia, abbiamo creato occasioni con pazienza, e alla fine ne abbiamo fatti cinque".

Ha segnato un gol perentorio. "E poi di destro, che sono mancina. Dicono dei mancini che sono più chiusi, che usano meno il destro, però mi è successo altre volte, negli anni passati. E’ stato un gol difficile, ho calciato forte ed è andata dentro".

Con questa vittoria mantenete le sette lunghezze dal Montesilvano e c’è una partita in meno da giocare in regular season.

"Tutto molto positivo. Non possiamo chiedere di più di quello che stiamo facendo, stiamo raccogliendo più punti possibili, ne abbiamo lasciati solo due a Milano".

Adesso la trasferta di Montesilvano: sarà la partita più complicata della stagione o solo una delle più complicate?

"Solo una delle più complicate. Perché ora viene il bello, la Final Eight di Coppa, i playoff, adesso arrivano le partite difficili. Certamente a Montesilvano sarà una partita tosta, come lo è stata quella dell’andata. Però all’andata abbiamo vinto".

Tredici vittorie e un pari: se lo aspettava quest’anno?

"No, sinceramente. E’ molto complicato vincere così tanto in un campionato così competitivo. Significa che stiamo lavorando bene e che questo nostro impegno viene ripagato quando scendiamo in campo".

Come se la passa a Falconara, tra lockdown e palasport?

"Non si può fare molto in questo periodo. Sto a casa, mi alleno, vado al supermercato".

Cosa ha trovato di diverso a Falconara rispetto alle esperienze precedenti?

"Qui ci sono una squadra e una società umili che vogliono scrivere il loro nome nella storia del calcio a cinque. Che hanno tanta voglia di fare qualcosa di importante per la città, voglia di portare in alto il nome di Falconara".

Giuseppe Poli