Il calcio italiano riparte, è ufficiale. La serie A torna in campo sabato 20 giugno, la stessa data indicata anche per la serie B. Ancora non ci sono date per la C, ma finirà la stagione anche il terzo torneo professionistico. Potremmo avere un aperitivo del campionato con la Coppa Italia: il ministro dello sport Spadafora premerà per iniziare l’estate calcistica con le due semifinali di ritorno (Juventus – Milan e Napoli – Inter) e la finale da giocare rispettivamente sabato 13,...

Il calcio italiano riparte, è ufficiale. La serie A torna in campo sabato 20 giugno, la stessa data indicata anche per la serie B. Ancora non ci sono date per la C, ma finirà la stagione anche il terzo torneo professionistico. Potremmo avere un aperitivo del campionato con la Coppa Italia: il ministro dello sport Spadafora premerà per iniziare l’estate calcistica con le due semifinali di ritorno (Juventus – Milan e Napoli – Inter) e la finale da giocare rispettivamente sabato 13, domenica 14 e mercoledì 17, così da avere subito calcio in chiaro per gli appassionati: una battaglia, quella del calcio in chiaro, che il ministro porta avanti da mesi. Ma se per il campionato cozza con la legge Melandri, per la Coppa non c’è problema visto che i diritti sono della Rai.

E’ stata una giornata intensa quella di ieri, prima l’approvazione del protocollo sanitario (con la conferma della quarantena in caso di positività di un tesserato) poi la riunione tra il Governo ed i vertici calcistici che ha definito i dettagli della ripresa. E se il virus tornasse a ruggire? Esiste un piano B (playoff e playout anche in A) ed un piano C (sospensione definitiva e cristallizzazione classifiche).

Al contrario dei due maggiori tornei, sulla Lega Pro incombono sempre nuvoloni nerissimi. Le società sono divise e il presidente Francesco Ghirelli è ormai solo contro tutti: il destino della terza serie si deciderà nel Consiglio Federale di mercoledì prossimo, ma dopo l’ok di ieri sul re-start del calcio professionistico la strada sembra segnata. Il direttivo ha presentato la seconda proposta dopo la bocciatura della prima: disputare solamente playoff e playout, con la promozione diretta delle prime tre dei rispettivi giorni, ovvero Monza, Vicenza e Reggina.

La quarta verrebbe stabilita con i playoff su base volontaria tra le 28 squadre aventi diritto, con modalità da definire una volta conosciuto il numero delle partecipanti. Sul fronte retrocessioni invece viene proposta la discesa diretta in serie D delle ultime tre di ogni girone (Gozzano e Rimini, già sul piede di guerra, più il Rieti), in aggiunta penultima e terzultima del gruppo C (Bisceglie e Rende) visto che hanno 9 punti di ritardo dalla salvezza. I playout si disputerebbero solo nei gironi A (Pianese-Pergolettese e Olbia-Giana) e B (Fano-Ravenna e Arzignano-Imolese). L’ultima parola spetta sempre al Consiglio Federale, che però stavolta dovrebbe limitarsi a ratificare.