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26 mag 2022

"Perplesso dagli investimenti asiatici, tra due mesi capiremo"

"La squadra mi ha divertito e ha raccolto il massimo che poteva: il sesto posto non me lo aspettavo"

26 mag 2022

Ha ceduto la matricola del suo Piano San Lazzaro all’Ancona, nell’estate del 2010, per permettere alla prima società calcistica dorica di ripartire dall’Eccellenza dopo il fallimento sportivo della precedente proprietà. E l’ha riportata in serie C, per poi lasciarla nelle mani di Sosteniamolancona, e il resto è storia triste. Andrea Marinelli, ex presidente e patron biancorosso, ha il cuore che batte ancora per l’Ancona e non s’è perso una partita, durante la stagione: "Sono abbonato a Eleven e l’ho seguita sempre, una volta anche di persona, in Coppa Italia contro il Montevarchi".

Marinelli, che ne pensa del campionato dell’Ancona?

"Mi sono divertito, un gioco piacevole. La squadra ha raccolto il massimo che poteva, d’altra parte era una squadra costruita per salvarsi, ed è arrivata ai playoff, davanti aveva tutte squadre blasonate costruite con investimenti importanti. Una stagione positiva".

Sesto posto: se lo sarebbe aspettato a inizio stagione?

"Sinceramente no. Avevo visto la squadra in Coppa contro il Montevarchi e non mi aveva fatto una grande impressione. Poi invece il mister l’ha plasmata bene. Forse la svolta in positivo è stata la partita in cui perdeva con il Siena 0-2 e poi l’ha ribaltata 3-2".

Peccato l’uscita ai playoff con l’Olbia.

"Ma di strada ne avrebbe fatta poca".

Che ne pensa dell’arrivo di Tony Tiong?

"Non lo conosco, e in generale rimango sempre perplesso da imprenditori asiatici che vengono a investire in un calcio semi morto, con poche migliaia di spettatori a partita. Sono scettico, ma nel giro di due mesi vedremo che squadra verrà assemblata".

E poi c’è il progetto del centro sportivo di allenamento.

"Sono tutte idee positive e bellissime, poi bisogna metterle in pratica. Anch’io ne ho parlato per tanti anni poi per vari motivi non ho fatto nulla. Se lo faranno sarà un segnale importantissimo per la piazza".

Parliamo di sponsor del territorio: perché fare calcio ad Ancona è così difficile?

"Serve conquistarsi la fiducia. Intanto Mauro Canil ha trovato il primo sponsor nel Comune di Ancona che gli ha concesso il Del Conero, ne sono convinto, a prezzi modici. Io pagavo anche l’aria che respiravo. A me gestire il Del Conero e pagare i campi mi costava dai 250 ai 300mila euro l’anno. Quando ho preso l’Ancona mi si sono avvicinati i vari Schiavoni, Petrolini, Giampaoli, ma erano già dieci anni che facevo calcio".

Guardando indietro: ha qualche rimpianto?

"Onestamente no. Ho fatto la scelta giusta, quindici anni di sport ad alti livelli, sia di organizzazione sia di risultati. Ho ottimi ricordi, poteva durare qualche anno di più, ma nessun rimpianto. Ad Ancona più della serie C è difficile fare".

Giuseppe Poli

© Riproduzione riservata

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