Poteva vestire il bianconero della Juventus, ma ha preferito il gialloblu del Tavagnacco. Comune di quasi quindicimila anime vicino Udine. Elisa Polli da Sassoferrato sta bene nel friulano. "C’è tranquillità. Sono contenta di aver fatto questa scelta - racconta Polli, 20 anni ancora da compiere -. A 17 anni mi sembrava di fare un salto troppo grande scegliendo la Juve. E poi Tavagnacco non è sicuramente l’ultima arrivata nel calcio femminile. Anzi sono venti anni che milita in A". In questa stagione stava lottando con le unghie...

Poteva vestire il bianconero della Juventus, ma ha preferito il gialloblu del Tavagnacco. Comune di quasi quindicimila anime vicino Udine. Elisa Polli da Sassoferrato sta bene nel friulano. "C’è tranquillità. Sono contenta di aver fatto questa scelta - racconta Polli, 20 anni ancora da compiere -. A 17 anni mi sembrava di fare un salto troppo grande scegliendo la Juve. E poi Tavagnacco non è sicuramente l’ultima arrivata nel calcio femminile. Anzi sono venti anni che milita in A". In questa stagione stava lottando con le unghie e con i denti per rimanere nella massima serie italiana. Penultimo posto, ma con sei partite ancora da giocare. Poi lo stop per il Covid-19. Ora il fermo definitivo (in attesa dell’ufficialità) dopo il Consiglio Federale di ieri. Verdetti decisi dall’algoritmo. Con il Tavagnacco salvo (l’Orobica retrocessa in B).

"Mi sarebbe dispiaciuto lasciare la serie A in questo modo. Speravamo di tornare a giocare anche se sarebbe stato comunque traumatico. Non c’era abbastanza tempo. Si sarebbe finito a luglio e poi ad agosto si sarebbe dovuto ricominciare la preparazione". L’attaccante di Sassoferrato - ferma l’anno passato per un’operazione al collaterale - ha continuato ad allenarsi: individualmente. "A livello di gruppo non abbiamo fatto niente. Forse hanno ricominciato a fare qualcosa Milan e Juve". Polli non è tornata in questi mesi a Sassoferrato. È rimasta a Tavagnacco. Prossimamente c’è anche l’esame di maturità da superare. "Abito in un appartamento assieme ad altre compagne di squadra. All’inizio c’era poca chiarezza, se potevamo allenarci o no, quindi ho preferito restare quassù. Alla mattina frequento la scuola on line, grafica e comunicazione, nel pomeriggio mi alleno. Nel periodo del lockdown con attrezzi, manubri, esercizi a corpo libero seguendo la scheda che ci aveva fornito il preparatore. Ho corso anche sotto casa. E stato giusto fermarsi, la salute è più importante di tutto, anche di un campionato" riflette Polli. Un passato da capitano delle Nazionale azzurra under 17 finendo in doppia cifra di gol, protagonista anche nelle fasi finali dell’europeo. Ha fatto tutta la trafila nelle giovanili azzurre: dall’under 17 fino all’under 23. Il feeling con il gol scoperto sin da giovanissima (ha iniziato a giocare a 5 anni nel Sassoferrato ereditando la passione dal papà Franco, ex calciatore nei dilettanti). Si racconta di 56 gol su 60 partite quando vestiva la maglia del Matelica, calciando un pallone con i maschietti. Poi l’approdo alla Jesina, capocannoniere in B, finendo quasi in doppia cifra in A prima di salire in Friuli. "L’esperienza fuori casa ti rende più forte. La rifarei altre mille volte". Michele Carletti