{{IMG_SX}}Ascoli, 15 aprile 2008 - Nel Piceno la maratona elettorale per le elezioni politiche si chiude con la vittoria del Partito Democratico e il crollo dell’Udc targato Ciccanti. Al Senato la coalizione guidata da Walter Veltroni conquista 53.344 voti, (pari al 43,58% degli elettori) mentre quella guidata da Silvio Berlusconi porta a casa 49.916 voti, pari al 40,78 per cento. Alla Camera il Pd si aggiudica il 38,32 per cento delle preferenze contro il 38,25 del Pdl. Alla chiusura dei seggi di ieri pomeriggio, in tutta la provincia al Senato ha votato l’81,7% degli aventi diritto, mentre alla Camera l’82,1%.



Non cambia, di molto, la situazione ad Ascoli, dove il Pd (42,67%) ha spodestato il Pdl (38,16%). Tolte le due grandi coalizioni, il voto politico, sia livello nazionale che locale, ha penalizzato le forze alternative, dalla Sinistra Arcobaleno all’Unione di Centro. Non è bastata alla formazione di Casini, la forza di Amedeo Ciccanti, senatore Piceno ed ex sindaco della città.

 

Solo lui riesce a sorridere, amaramente, alla fine della tornata elettorale. Il suo scranno alla Camera non dovrebbe essere in discussione ma il ‘suo’ partito ha regalato il 6% al centro destra. Quasi cancellata da Ascoli la Sinistra Arcobaleno, che ha preso il 2,96%. Risultato di un fallimento nazionale più che una bocciatura per le amministrazioni del Piceno, Provincia in primis. Sorride, insieme al Pdl, la Lega Nord di Sara Brunone che, nel suo piccolo, ha raddoppiato i voti sotto le Cento Torri passando dallo 0,6 delle politiche 2006 all’1,12. Piccoli passi frutto dei proclami di Bossi alla sicurezza e alla lotta all’immigrazione.

 

Quello che esce dalle urne è un Piceno spaccato, con un Pd in testa, ma che non avrà l’appoggio del governo nazionale. Sorridono i politici del centro destra, non si risparmiano le prime accuse quelli del centro sinistra, che sembrano già pronti a una resa dei conti per le poltrone del potere. Ecco i primi commenti dell’Ascoli bipartisan. Mauro Gionni, coordinatore provinciale del Partito Democratico è intervenuto complimentandosi ancora una volta con tutti coloro, specie i ragazzi, che hanno contribuito alla realizzazione di una campagna elettorale che ha poi determinato questo successo.

 

''Certo — ha detto —, è stata determinante la presenza di un candidato che ha lavorato bene a livello regionale e sono estremamente soddisfatto che il Pd sia un partito che cresce nel nostro territorio. In Provincia è un partito di maggioranza e questo ci dà il coraggio per far valere le nostre idee. Se abbiamo ottenuto questo risultato, vuol dire che i cittadini hanno riconosciuto la bontà dei nostri progetti, per quello che abbiamo realizzato nel tempo e non soltanto nell’ambito di una breve campagna elettorale. Sicuramente gli elettori hanno dimostrato che più che alle polemiche prestano attenzione ai contenuti. La polemica che si era aperta proprio all’inizio della campagna elettorale con la Regione ha dimostrato che difficilmente le polemiche premiano. Sono i conenuti programmatici quelli che determinano il successo di un partito''.

 

''Adesso — conclude Mauro Gionni guardando al futuro — vedo più problemi per il sindaco forzista di Ascoli Piero Celani che per il presidente comunista della Provincia Massimo Rossi, la cui presidenza è e resta qualificata''. ''Il dato significativo che emerge dall’analisi del voto in provincia è che il centro destra cresce''. E’ il commento del segretario provinciale di An Guido Castelli. ù

 

''Ad Ascoli — aggiunge Castelli — siamo il primo partito al Senato, anche se di poco, ma vorrei sottolineare che il Pd, pur avendo ‘cannibalizzato’ Rifondazione Comunista, rimane confinato nel suo perimetro. Con Udc e La Destra saremo oltre il 50% e allora è bene cominciare a lavorare fin da subito in questo senso instaurando un buon clima''. Infine una stilettata al presidente della Provincia Massimo Rossi, ''che non è riuscito a frenare il calo verticale della Sinistra Arcobaleno nonostante fosse l’unico presidente di Rifondazione in Italia. Il tanto esaltato buon governo di Rossi è caduto e da quanto ne so domani hanno già convocato un’interpartitica. Mi sembra che tiri aria di regolamenti dei conti''.

 

Massimo Rossi, presidente di Rifondazione della Provincia: ''E’ un insulto all’intelligenza parlare di problemi locali per il crollo della Sinistra Arcobaleno. Paghiamo il dato nazionale dovuto a una legge fatta apposta per eliminare i partiti che ci ha costretto a creare questa alleanza. La richiesta del ‘voto utile’ contro Berlusconi ha portato molti esponenti di sinistra, vicini alla mia amministrazione, a scegliere il Pd. Purtroppo con scarsi risultati. Nessuno, però, pensi che la sinistra valga il 3%. Nei Comuni e nelle Province il peso è molto diverso, e lo vedremo già dagli scrutini di oggi per le amministrative''.

 

Dante Merlonghi candidato dell’Italia dei Valori esprime la sua soddisfazione per i risultati ottenuto dall’Idv: ''Abbiamo ottenuto un risultato lusinghiero che premia il lavoro, l’impegno, la caparbietà del gruppo dirigente. Lo considero anche un mio personale risultato in quanto da sempre ho creduto e lavorato per ottenere ciò. Non bisogna dimenticare che comunque ha vinto il centro-destra, per uno scarto di circa 10 punti, questo dovrà indurre a una seria e importante riflessione. Alcune forze politiche, in particolare la Sinistra Arcobaleno, scompaiono a livello nazionale. Queste forze sono state alleate con noi nelle utlime regionali. E’ necessario valutare attentamente questo nuovo scenario per prepararsi ai nuovi appuntamenti elettorali''.