Festa dopo il gol di Scamacca
Festa dopo il gol di Scamacca

Ascoli, 24 agosto 2019 - Fatevi una doccia, prima. Se siete ancora in macchina, perché se tornate nel vostro feudo bianconero verso nord passando per l’A14 siete ancora in macchina, alzate i riscaldamenti, magari senza indumenti perché saranno senza dubbio da buttare. E respirate. Una serata così, ed è solo la prima, merita un respirone. E pensare che ce se dovessero essercene tante altre, allora sarà un campionato altro che divertente.
URAGANO. No, la pioggia che scende immarcabile sulla Tribuna Mazzone costringendo chi pensava di vedersi la partita al coperto indipendentemente da tutto e tutti, non c’entra nulla. L’uragano stasera si chiama Alessio Da Cruz, viene da un pianeta indefinito ma sa benissimo fare una cosa: distruggere le idee e le partite di chi lascia il campo aperto all’avversario. L’Ascoli dello scorso anno aveva bisogno di un giocatore del genere come la manna dal cielo. Ti attaccano? Guadagnano campo? Ti chiudono nella tua area? In serie B può capitare su ogni campo, anche sul tuo, di campo. Ma se hai uno come Da Cruz (con un Ardemagni così che da capitano va a fare la guerra per aprirgli gli spazi) puoi distruggere chiunque se gli avversari lasciano spazi. Peccato per il rosso, peccato davvero.
ROULETTE. E’ quella russa, a cui sembrano voler giocare, volendo o meno, i geometri della squadra di Zanetti. Principalmente Ninkovic, che col cirillico evidentemente si trova bene, continua a scherzare col fuoco sotto la linea della palla. Quando la riceve ed ha tutta la squadra davanti a sé, tende ancora troppo, troppo, troppo a pensare che perderla in quel momento sia qualcosa di poco nocivo, sbagliando. Capita pure a Petrucci, ovviamente meno, ma non ci sarà sempre Valentini in versione supereroe a bloccare chiunque. Sulla manovra ci sarebbero dei dati da analizzare, ma aspettiamo un campo da calcio e non di patate per fare valutazioni oggettive.
IBRA. E dai, dopo una serata così, fatecelo dire. Già nell’amichevole contro il Frosinone Gianluca Scamacca aveva messo giù una palla velenosa con un esterno dolce da karateka prestato al calcio. E stavolta si è ripetuto nel modo migliore possibile: tocco a smarcarsi e destro al fulmicotone. Una sentenza. Un colpo senz’appello. Un tiro alla Ibra. Fatecelo dire. Dai, fatecelo dire. Un’azione, un’altra azione, alla Ibra.