Ascoli, 26 agosto 2018 - Una è briosa, ci prova per un tempo, ha una buona fisicità ma un po' di amnesie dietro, ma non molla, fino alla fine. L'altra sta nella sua tana e all'unica occasione, morde, ma non tiene fino alla fine. Ecco l' Ascoli, ecco il Cosenza. La risultante è un pareggio sul gong che regala ai bianconeri il giusto premio per la prestazione e priva il Cosenza di festeggiare al meglio il ritorno in cadetteria col famoso "massimo risultato, minimo sforzo" (FOTO).

Il tempo di riabbracciare solo quelli che, anche per via del caos dell'A14 (e connessa SS16) hanno dovuto disertare la meravigliosa Festa del Picchio di ieri, ed è già tempo di tornare a vestire di bianconero il Del Duca. Andiamo al calcio ma prima è doveroso il pensiero alle vittime della tragedia del Pollino (abbracciati con un saluto dai bambini che hanno depositato un mazzo di fiori sotto la curva cosentina) e per quelle di Genova. La notizia del primo tempo è che l' Ascoli è una squadra tosta, che ancora deve imparare la poesia del maestro Vivarini ma difficilmente perde i corpo a corpo con gli avversari, che D'Elia e Quaranta si intendono meglio di Kupisz e Brosco, e per questo il gioco transita meglio sulla statale centrale o su quella mancina. E che puoi digitalizzare, informatizzare, pianificare quello che ti pare, nella vita.

Ma la cara e vecchia regola del "gol mangiato, gol subito", quella lì dal calcio non la eliminerai mai. E' un mantra. E allora, Ardemagni poco dopo il 15' si avventa sulla palla, la calcia anche bene, ma Saracco gli dice di "no" col piedone. Cavion allora arriva a rimorchio e si trova davanti la porta, Saracco in terra senza appello, Legittimo che corre all'indietro provando ad immolarsi e l'unico pensiero che ha in testa è come festeggiarlo, il vantaggio sul piatto d'argento. Com'è andata? Tutti ad abbracciare il difensore cosentino (un ex, peraltro) autore di una parata di polpaccio che tiene il match in parità e, anzi, accende la miccia della legge di cui sopra. Corsi la centra dalla destra, tagliata, veloce, sporca, precisa. La difesa del Picchio scala male, Maniero, altro ex, si nutre del suo pane. Stop, collo rasoterra fulmineo. Ascoli 0, Cosenza 1.

E' quasi tutto qui il primo tempo dei bianconeri a livello di "ciccia", anche se impatto, idee e Ardemagni, sì Ardemagni, lasciano comunque ben sperare. Perché è un attaccante vero, con movimenti e fisicità dell'attaccante vero. Per il Cosenza, molta vita dietro la linea della palla e, oltre al gol, un altro tentativo da cinquanta metri di Maniero da "golazo" che sfiora il palo.Dopo pochi minuti della ripresa Frattesi va dentro per Kupisz, e la strada di Baldini diventa quindi quella laterale destra, ma dato che non succede nulla per 20', Vivarini prova a mescolare le carte. Si passa al 4-3-1-2 con lo stesso "7" sull'esterno basso, Ninkovic dietro le punte e il centrocampo che si ridisegna con Frattesi, Zebli e Cavion. Oltre ad una fuga del gioiellino del Sassuolo, però, c'è poco sulla brace al punto che il tecnico bianconero prova Ganz per Beretta.

C'è da dire che il dispendio di energie e il terreno di gioco, ancora in condizioni pietose (un piccolo step avanti rispetto alla Coppa, ma non basta) del terreno di gioco, hanno reso difficile ogni idea di calcio. A dodici dalla fine Ardemagni incoccia Dermaku e la palla va in corner, due minuti dopo Brosco sfiora la trasversale. E a cinque dalla fine lo stesso "Arde" segna ma non può esultare: fuorigioco. Ci sarebbe anche un rigorino per una spinta in area, neanche veniale, ai danni di Ganz. Per Volpi no. E allora si gioca, sotto incessante pioggia, o almeno ci si prova, visto il campo. E nel recupero Tutino prova l'acrobazia con risposta da campione di Perucchini. Non molla l' Ascoli, non vuole lasciare nulla di intentato. E il Dio del Calcio la premia nel recupero, quando Brosco si fa perdonare l'errore sul gol di Maniero, buttandola dentro. Regalando il primo punto ai bianconeri.

Il tabellino

Ascoli (3-5-2): Perucchini; Brosco, Padella, Quaranta; Kupisz (57' Frattesi), Baldini, Zebli, Cavion, D'Elia (67' Ninkovic); Ardemagni, Beretta (76' Ganz). A disp: Lanni, Scevola, Valentini, De Santis, Casarini, Parlati, Addae, Valeau, Tassi. All. Vivarini
Cosenza (3-5-2): Saracco; Capela, Dermaku, Legittimo; Corsi, Verna, Mungo, Garritano (60' Palmiero), D'Orazio (81' Idda); Maniero (67' Perez), Tutino. A disp: Cerofolini, Di Piazza, Tiritiello, Schettino, Varone, Bearzotti, Anastasio, Pascali, Baez. All. Braglia
Arbitro: Volpi di Arezzo (Colarossi, Pagnotta; Zingarelli)
Reti: 19' Maniero (C), 94' Brosco (A)
Note: recupero 1' + 6'. Ammoniti Zebli, Brosco (A), Maniero, Tutino, Dermaku (C) per gioco scorretto. Spettatori 5852 (no abbonati), incasso 47630 euro. 



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