Mister Vivarini dell'Ascoli Calcio
Mister Vivarini dell'Ascoli Calcio

Ascoli, 20 gennaio 2019 - Ci sono tre, dai facciamo quattro, cosette da dirci dopo la partita del San Vito di Cosenza (FOTO). La prima che ci viene in mente è suggerita dalle parole di Michele Troiano, il capitano, candidato sindaco, professore di equilibrio lessico-tattico-mentale della squadra. “Non cerchiamo alibi col campo in queste condizioni, questo è e su questo abbiamo giocato”.

Certo, dopo un pareggio comunque soddisfacente, direte voi, è più semplice evitare polemiche sull’indecente prato calabrese. Eppure è la parte psicologica della questione che può farla da padrone e illuminare il concetto: l’Ascoli se la può giocare a calcio con tutti. E uscire indenne o, anzi, mangiare la pizza che Teo De Luca ha sapientemente portato già dal pregara (3 maxi pizze, ti abbiamo seguito con lo sguardo!) nello spogliatoio con il sorriso sulle labbra consapevoli che sì, c’è tanto arrosto da mettere sulla griglia del girone di ritorno.

La seconda è che ancora una volta Vivarini azzecca tutto, soprattutto la catena Cavion-Frattesi a sinistra, tranne (se ci è consentito di dirlo) la scelta di un paio di schemi sulle punizioni laterali. Fare densità organizzata dopo le prime schermaglie e con l’arbitro pronto a cliccare sul tasto fallo di confusione 'politico” sarebbe stato da evitare. Era palese la superiorità dei bianconeri per centimetri e forza aerea e forse solo quella delle care e vecchie “palle inattive” o “seconde palle” era l’unica mossa che avrebbe potuto sbloccare una sfida condizionata da un prato che non è stato affatto alleato.

La terza, appunto, dovuta al fatto che la partita sarebbe stata 'sporca' si sapeva già da un mese. Ecco, perché, probabilmente era necessario giocarla più sporchi e sull’errore difensivo di un avversario che non ha, almeno per quanto visto oggi, grosse certezze dietro.

E poi parliamo di Bacci, perché Bacci si merita che oggi si parli di lui. Scomodiamo i Nirvana e i Queen per dargli due colonne sonore alla stagione. Parte con “Jesus doesn’t want me for a sunbeam”, perché sembrava chiaro a tutti che per nessuno, quel ragazzotto che sembrava essere all'Ascoli solo per stare in quasi tutte le stories di Simoneandrea Ganz, potesse giocare o fare apparizioni in serie B. E invece no. Invece il 2019 gli dice che può scomodare i Queen nelle sue cuffiette al ritorno dal San Vito. Come? “I can fly, my friends. The show must go on…”. Complimenti, Alessandro.