Bright Addae (Ascoli Calcio)
Bright Addae (Ascoli Calcio)

Ascoli, 24 febbraio 2019 - Dai, facciamo un gioco, tutti quanti. Rendiamo pubbliche le chat in cui commentavate e commentavamo la prestazione di Lorenzo Rosseti a Cremona e, contestualmente, la scelta di mister Vivarini di preferirlo a Ciciretti.

Dite che qualcuno sarebbe a un passo dalla querela? O quantomeno rischierebbe il pubblico ludibrio stile “mi viene il voltastomaco” alla Collovati sul tema “Vivarini-tattica-cambi”? Dai, ve lo risparmiamo e ce lo risparmiamo, è cosa buona e giusta. Quello che però non possiamo risparmiarci è sottolineare come il calcio abbia un’unica incredibile legge. Quella del campo. Quella che trasforma le equazioni di primo, secondo, terzo, ventiquattresimo grado e le alchimie che gli allenatori e i tuttologi del calcio sembrano preparare con schemi, algoritmi caressiani e quant’altro in chiacchiere. Solo chiacchiere.

L’Ascoli a Cremona ha rischiato nulla, anzi poco, per lo meno solo quando si è quasi auto lapidato e, nell’ unica mezza occasione creata ha colpito. E affondato. A farlo è stato l’uomo con la pistola scarica, quello che tutti (noi compresi) stavamo per buttare dalla torre anche se a Cremona la torre non c’è. Ah, vero, la torre a Cremona c’è, si chiama Torrazzo e Lorenzo Rosseti era arrivato in cima e col sasso legato al collo. Pronto all’ esecuzione. Eppure, il calcio è il gioco più bello del mondo per questo. Perché il viaggio dalla polvere all’ altare può durare anche un solo secondo. Il tempo di scagliare un tiraccio “dritto per dritto” (per dirla alla Maccio Capatonda) e mettere il sigillo sulla prima vittoria, anzi “Vittoria” (con la “V” maiuscola) del 2019 dei bianconeri.

Rosseti fa gol, si toglie la maglia, si prende il giallo e Vivarini lo toglie. Anche da questo si capisce che l’Ascoli e il suo allenatore sono pronti ad una seconda parte di stagione diversa da quella che sarebbe stata senza un pomeriggio come questo. Fino a ieri i gialli d’istinto presagivano il rosso d’istinto. Stavolta no. Stavolta l’Ascoli torna da Cremona con tre punti, un Addae maestoso (ma non è una notizia, la notizia è che non sia più una notizia!) e con un vestito cinico e attento proprio come gli ascolani vorrebbero fosse sempre in dosso alla squadra del loro cuore.

“Come, as you are, as you were, as I want you to be”. “Vieni, come sei, come eri, come io voglio che tu sia”. Ecco, nella settimana del compleanno di Kurt Kobain dei Nirvana, non c’è citazione migliore…