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Ascoli Picchio, parla Quaranta. "A Perugia per giocarcela a viso aperto"

Il difensore classe '97 ha parlato del suo esordio in serie B e del suo rapporto con il tecnico Vivarini

di MASSIMILIANO MARIOTTI
Ultimo aggiornamento il 31 agosto 2018 alle 18:20
Il difensore dell'Ascoli Danilo Quaranta

Ascoli, 31 agosto 2018 - Talenti nostrani alla ribalta. La giovane promessa del settore giovanile dell’Ascoli si gode l’esordio positivo con il Cosenza. Danilo Quaranta alla sua prima apparizione in serie B si è mostrato subito in grado di mettere in campo una personalità da veterano. Eppure per lui si trattava della prima presenza in assoluto in cadetteria. Di certo il club bianconero sa di avere tra le mani un gioiello da crescere.

"È stata un’emozione grande – ha ammesso il difensore -, il mister mi ha rivelato che avrei giocato titolare solo nel corso della riunione tecnica prima della partita. Di solito Vivarini è un tecnico che non svela le formazioni in anticipo. Da quell'istante in poi mi sono concentrato al massimo, è stata una bella soddisfazione. Ho vissuto tanti momenti belli, dagli istanti prima della partenza per lo stadio fino al viaggio in pullman e la partita stessa. Con il mister mi sono trovato subito bene, parla molto alla squadra e approfitta di ogni momento per dare consigli ai singoli. Mi hanno fatto piacere le parole che ha speso per me così come quelle dei miei compagni".

Il classe ’97 dopo due anni trascorsi in C tra Olbia e Pistoiese ha maturato quella dose di convinzione, fattore utile per poi provare il grande salto nel torneo cadetto. "La C è la categoria ideale per maturare esperienza, uscivo dalla Primavera dell'Ascoli e prima di fare il grande salto ho trovato utile fare un certo percorso. Ho avuto modo di giocare e lo scorso anno a Pistoia ho collezionato davvero tante presenze. Mi fa piacere che il mio percorso sia anche quello che ha intrapreso da poco Diop, sono contento per lui. Al rientro da Pistoia ci speravo in una convocazione per il ritiro della prima squadra e sapevo che c'era la possibilità di tornare qui, quindi quando è arrivata la convocazione sono stato molto contento, ma allo stesso tempo consapevole delle difficoltà. In difesa sono uno dei più giovani e nel reparto arretrato c'è molta concorrenza, così mi sono messo a lavorare al massimo".

Un punto guadagnato guardando il bicchiere mezzo pieno. Il debutto con la formazione allenata da Braglia, per come si erano messe le cose, costituisce una buona partenza. "Un pareggio ottenuto in extremis – ha spiegato -, ma penso che se avessimo segnato prima avremmo potuto vincere la partita. È stato comunque un buon punto di partenza, ma sappiamo che c'è ancora tanto da lavorare. Ieri abbiamo analizzato il gol subito, frutto di una disattenzione perché come linea difensiva avevamo lavorato bene. Con un avversario come Maniero non sono andato troppo per il sottile, sapevo della sua forza soprattutto nelle palle alte. Adesso andremo a Perugia per giocarcela a viso aperto".

 

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