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Ascoli Calcio, testa collegata. Altrimenti è dura

La squadra di Vivarini esce sconfitta dal Curi subendo due reti abbastanza evitabili.

di DANIELE PERTICARI
Ultimo aggiornamento il 2 settembre 2018 alle 23:10
L'Ascoli è uscito sconfitto dal Renato Curi per 2-0 (Foto Crocchioni)

Ascoli, 2 settembre 2018 - La buona volontà. Tutta la buona volontà del mondo. Usiamola per descrivere l'Ascoli sceso in campo al Curi e proviamo a trovare aggettivi per fotografarlo.

Spumeggiante? No, tutt'altro. Forse lo sarà. Oggi non lo è proprio e il fatto che Beretta e Ardemagni si cerchino praticamente zero è la prima avvisaglia. Attento? No, non ci siamo proprio. Se prendi due gol così, l'attenzione è proprio un'altra cosa, specie dietro. Quadrato? Neanche, pur dimostrando, almeno dietro, di essere già strutturato sulle situazioni “pulite”, meno su quelle in cui serve anticipare gli eventi col corpo e il pensiero. Dove serve il talento difensivo, insomma. Più del fisico costruito in palestra.

Sterile? Sì, purtroppo. Perché dopo il solo doppio tentativo Ardemagni-Cavion (peraltro nella stessa azione) e il gol su azione convulsa col Cosenza, anche a Perugia di occasioni costruite, ideate, messe prima su carta e poi su erba, c'è stata solo una mezza girata di Cavion e un bel destro di Ninkovic, entrambi fuori. Le due punizioni, quelle non possono essere considerate frutto di alchimie della stanza dei bottoni tattici di Vivarini, così come il tiro da “casa-Casarini”. Fisico? Sì, questo possiamo dirlo senza timore di smentita. La fisicità dei giocatori del Picchio, dopo due partite possiamo iniziare ad esserne quasi certi, è adatta al campionato. Imprevedibile? No, al contrario. A Nesta è bastato schierarsi a specchio ed aspettare gli eventi e anche quando i suoi erano sul 2-0 e sono rimasti in dieci, ha saputo fronteggiare senza andare in grosso affanno il 4-3-1-2 “versione 2.0” dei bianconeri.

Che l'Ascoli Calcio, il nuovo Ascoli Calcio, abbia bisogno di tempo è chiaro anche al travertino del centro della città delle Cento Torri. Che ci siano anche una sosta e un turno di riposo nei prossimi quindici giorni è senza dubbio cosa buona e giusta. Ma bisogna essere attenti, attentissimi, da subito. Se non verrà rivoluzionata la natura del torneo nei prossimi giorni, guai a pensare di poter avere le stesse chance di salvezza subendo le stesse battute d'arresto dello scorso campionato. No, questo errore Ascoli e l'Ascoli non possono commetterlo.

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