Accademia degli chef di San Benedetto
Accademia degli chef di San Benedetto

San Benedetto, 13 febbraio 2020 - Sono cinquecento gli allievi provenienti da tutto il territorio nazionale che ogni anno partecipano ai corsi dell’Accademia degli chef di San Benedetto del Tronto. Una realtà che produce cultura che poi ricade su ristoranti e locali proprio attraverso i protagonisti della cucina. E’ con questo spirito che l’Accademia propone per martedì 18 febbraio un forum  degustato dedicato a tre grandi vini italiani  abbinati alla pasta made in Marche di Carla Latini. L’appuntamento è per le 10 nella sede didattica di San Benedetto del Tronto, in piazzale Aldo Moro 3-Palariviera: "Sarà un momento di aggiornamento e approfondimento importante – spiega il direttore Roberto Morello – nell’ambito del programma della  scuola di alta formazione professionale dell’ Accademia Chefs che è accreditata dalla Regione Marche e che svolge, ormai da cinque anni, attività di formazione e consulenza nel settore dell’alta cucina. Il tutto per valorizzare il talento dei cuochi e dei professionisti marchigiani e italiani".

Ad accompagnarli, durante le lezioni dell’anno accademico, ci sono il primo chef Valerio Giovannozzi, la chef Laura Assenti e la coordinatrice didattica Noemi Ciabattoni, in vista degli stage formativo-curricolare presso strutture alberghiere o ristoranti del territorio. "È nostro interesse – spiega Morello –  creare una stabile rete di relazioni e partnership con albergatori e ristoratori perché possano selezionare personale qualificato direttamente dalla nostra fucina di talenti".


Il forum di martedì vedrà protagonista Carla Latini, ovvero una delle ambasciatrici mondiali della pasta made in Marche che sarà interpretata dall’estro dello chef Valerio Giovannozzi. Il Pastificio Latini nasce nel 1990 dall’esperienza di Carlo e Carla Latini, nell’azienda agraria Latini di Osimo. L’intuizione di trasformare in pasta artigianale le varietà di grano duro coltivate nell’azienda agricola, realizzando una filiera corta, permise loro di ridare alla pasta italiana la dignità, il sapore e il gusto che si erano perduti con la lavorazione industriale. Nel 1991 sono stati i primi a riprendere la coltivazione dell’antica varietà di grano duro italiana Senatore Cappelli, in collaborazione con l’Istituto Sperimentale di Cerealicoltura di Foggia, per farne, nel 1992, la prima pastificazione in purezza al mondo. Spaghetti di solo Senatore Cappelli. Attualmente gli spaghetti sono a catalogo con la nuova denominazione Cappelli Originale 1915, che racchiude l’esperienza di ben 29 anni di coltivazioni della prima varietà di grano duro italiana. Dal 1990 ad oggi, Carlo e Carla hanno coltivato, testato e pastificato più di 600 varietà di grano duro ed altri cereali e prodotto più di 27 tipi di spaghetti diversi per materia prima, colore, sapore, profumo e consistenza.

Da questi numeri è nato il nome della nuova linea firmata Carla Latini, dove Carla ha voluto esaltare tutti i pregi di una grande pasta artigianale togliendole i difetti, eliminando definitivamente il problema delle paste artigianali: la mancanza di tenuta di cottura. Nel 2015, in occasione di Expo, nascono i Trucioli di Gualtiero Marchesi in stretta collaborazione con il Maestro e Maurizio Riva.  Dal 2018, Carlo Latini in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Agraria, ha avviato un progetto pluriennale di recupero e riproduzione di Grani Antichi con alto contenuto di acidi grassi. Oltre alla sua pasta saranno assaggiati e degustati tre dei più grandi vini italiani: il Vrignolo Feudo Tudia,  in purezza non filtrato prodotto nella tenuta di Vincenzo De Gregorio a Castallana Sicula in provincia di Palermo: un vino di straordinaria profondità, complessità e bellezza, di finissima eleganza. Quindi la Barbera d’Alba doc supriore Gianluca Colombo di Ravinali Roddi (Cuneo), un vino letterario e luminoso che evoca Pavese. Infine il Diana Lacrima di Morro d’Alba doc 2016 dell’azienda Filodivino di San Marcello (Ancona), un vino lirico che gioca tra mineralità e suadenze fruttate e floreali, svelando il cuore delle Marche, la regione indicata dalla guida Lonely Planet come uno dei due luoghi al mondo da visitare quest’anno.