Inferno in A14 e sulla statale, Raniero Nepa annuncia la causa
Inferno in A14 e sulla statale, Raniero Nepa annuncia la causa

Ascoli, 26 gennaio 2020 - Il venerdì nero per chi è rimasto bloccato per ore sull’Autostrada A 14, ma anche lungo la statale Adriatica, a seguito dei controlli che i tecnici stavano eseguendo nelle gallerie tra San Benedetto e Val Vibrata, rischia di finire in tribunale. A proporre una ‘class action’ è Renato Nepa, 37 anni, originario di Torano, Teramo, residente a San Benedetto, che venerdì ha impiegato due ore per tornare a casa da Ancona, trascorrendo circa un’ora all’interno della galleria di Grottammare. Al casello si è rifiutato di pagare, facendosi aprire la sbarra dal casellante. "Mi stavo sentendo male, mi mancava l’aria, stretto tra Tir e automobilisti, all’interno del tunnel – spiega Renato Nepa –. Per fortuna due camionisti hanno capito che ero in difficoltà, così mi hanno fatto spazio per farmi uscire. Non sarei mai stato soccorso perché tutto era bloccato e mancava chi doveva vigilare per assistere le persone. Arrivato al casello mi sono rifiutato di pagare ed ho girato un video che con cui ho registrato tutta la conversazione. Venerdì tutti avrebbero dovuto fare come me, perché potevano aprire le sbarre e invece non l’hanno fatto. Per questo nei prossimi giorni, con il mio avvocato Matteo Nardini di Sant’Omero, andrò a proporre un procedimento contro la società Autostrade per l’Italia e chiedo a tutte le Istituzioni e i cittadini di unirsi alla mia denuncia per tutelare la salute e l’immagine turistica del territorio. Io mi metto a disposizione dei sindaci di San Benedetto, Grottammare, della Vallata del Tronto e della Val Vibrata. Da loro mi aspetto un appoggio".


Giunto al casello di Grottammare Nepa ha atteso che il casellante le inviasse la ricevuta di mancato pagamento, che gli ha permesso di uscire dall’autostrada. "Mi dispiace molto che il furgone che stavo conducente fosse di un mio collega e spero di risolvere questo problema con lui. Contestare il pagamento è stata una questione di principio. Io mi occupo di post vendita di veicoli industriali e conosco il mondo dei servizi. Mi faccio pagare dai miei clienti, ma quando sbaglio non chiedo soldi, ma chiedo scusa". Renato Nepa non è uno che scherza, ma va in fondo al problema. L’anno scorso, a febbraio, balzò agli onori della cronaca nazionale sportiva e non, per essersi fatto rimborsare dal calciatore ghanese Kevin Prince Boateng, ex centrocampista del Milan e Sassuolo, poi di colpo al Barcellona, una somma di denaro legata al "Fantacalcio".
 

Accadde che Renato Nepa, nel compilare la formazione del Fantacalcio, acquistò Boateng che, durante il mercato di gennaio, volò al Camp Nou per indossare la maglia dei Blaugrana. Una decisione che spiazzò Renato, che contattò il giocatore via Instagram chiedendogli un risarcimento. Doveva essere uno scherzo, ma il giocatore chiese gli estremi dell’Iban e qualche settimana dopo, Nepa si vide arrivare una cifra di denaro.
Non si seppe mai l’ammontare, forse qualche centinaia di euro, che il giovane donò al centro Biancazzurro di San Benedetto, che si occupa dell’assistenza dei disabili.