Il terremoto ha messo a dura prova l’infrastruttura idrica nelle zone più colpite
Il terremoto ha messo a dura prova l’infrastruttura idrica nelle zone più colpite

Ascoli Piceno, 8 febbraio 2020 - È partito il percorso che porterà alla costruzione del nuovo acquedotto antisismico del Pescara: ieri è stata una giornata importante alla Ciip, perché davanti a una platea di istituzioni, ordini professionali, associazioni di categoria e sindacati è stato alzato il velo sulla prima fase di quella che sarà la grande opera del Piceno per i prossimi anni.

Con i 27 milioni di finanziamento ottenuti, infatti, si andrà a coprire gran parte della spesa di 35 milioni necessari per la realizzazione del primo tratto, quello che va da Capodacqua a Borgo d’Arquata: tre milioni serviranno per la progettazione definitiva ed esecutiva, per arrivare a giugno 2022 all’inizio vero e proprio dei lavori, che avranno una durata di quattro anni. Poi bisognerà portare avanti anche tutta la fase di completamento dell’acquedotto, per un totale 100 milioni di euro.

Il primo passo è compiuto e il presidente della Ciip, Pino Alati, non nasconde l’orgoglio: "Ci sarà un’importante ricaduta economica sul territorio: da tre anni parliamo solo del disastro del sisma, che ha messo in ginocchio l’economia. Oggi questo è il giorno della ripartenza, anche economica e sociale. Grazie alla collaborazione della Camera di Commercio e Confindustria, ora c’è una comunità che si abbraccia per portare avanti lavori importantissimi. È dal giorno del mio arrivo qui che penso al nuovo acquedotto". Gli aspetti tecnici sono stati illustrati dall’ingegner Massimo Tonelli, individuato come responsabile del procedimento: "L’idrostruttura di Capodacqua e Pescara garantisce una buona portata, il problema era diventata l’infrastruttura: questo ci ha obbligato a trovare una soluzione alternativa per il tratto da Capodacqua a Borgo d’Arquata. Con la Politecnica abbiamo elaborato alcune soluzioni progettuali per uscire fuori da questa zona ad alta sismicità e ad alto rischio: ne abbiamo individuate quattro e alla fine abbiamo scelto quella che prevede 4 chilometri di galleria sulla sponda destra del Tronto. In totale – ha spiegato Tonelli – parliamo di quasi 9 chilometri di tracciato, progettato per una portata tra i 640 e i 900 litri al secondo".

Una quantità decisamente superiore rispetto a quelle attuali ma che tiene in considerazione il fatto che in passato, e in certi periodi, le portate hanno fatto registrare aumenti importanti: quindi in condizioni di emergenza, in caso di maggiore disponibilità, sarà possibile trasportare più acqua. L’opera vale 35 milioni e ha ottenuto un finanziamento di 27 milioni con l’inserimento nel Piano nazionale degli acquedotti, con i restanti 8 milioni che saranno coperti dalla tariffa. I tempi sono definiti: un anno e mezzo per chiudere la fase progettuale, inizio lavori per giugno 2022.