Ascoli, 11 marzo 2018 - Sono sempre di più le richieste di case in affitto, ma all'aumento esponenziale della domanda corrisponde un calo altrettanto significativo dell'offerta. È questo l’effetto più significativo degli eventi sismici che hanno messo a dura prova il territorio, costringendo all’esodo migliaia di persone. Un doppio effetto incrociato, perché, se da un lato esiste la necessità di offrire un tetto a quanti lo hanno perso, dall’altro il problema delle inagibilità si è esteso a macchia d’olio, sottraendo al mercato gli appartamenti disponibili in città.

E a farne le spese sono anche le agenzie immobiliari, che lamentano il problema dovuto alla proliferazione delle inagibilità nel centro storico. «Tra dicembre e gennaio il nostro ufficio è stato tempestato di chiamate – dice uno dei dipendenti dell’agenzia Euro 3 –. Nell’ultimo periodo c’è stato un leggero calo, ma il problema persiste. Tante richieste, poche soluzioni». A ciò si deve aggiungere anche l’elevato numero di famiglie che usufruiscono del Cas (Contributo di autonoma sistemazione). Solo ad Ascoli si contano ben 815 nuclei familiari in affitto tramite Cas, per un totale di 1897 persone.

La problematica dovuta alla mancanza di alloggi è stata riscontrata anche dalle altre agenzie del centro storico. «Facciamo talmente fatica – spiega Laura Trontini di Centro Casa 2 – che spesso cerchiamo di convincere chi ha appartamenti invenduti ad affittare. La prima domanda che ci pongono i richiedenti è quella di case in buono stato. Si preferisce il nuovo al vecchio, ma anche da questo punto di vista i problemi non sono pochi, visto che il centro offre per lo più case datate».

La stessa criticità è stata sottolineata dalla Immobiliare Collina Loris: «Dopo il terremoto, le richieste di affitto sono state continue, e a distanza di quasi due anni l’ondata non tende a placarsi». Alla crescita esponenziale della domanda ha fatto seguito anche un aumento dei prezzi, soprattutto per quanto riguarda il canone libero. Come spiega Cinzia Ventili dell’agenzia Domus: «I privati hanno colto l’occasione per guadagnare sull’alto numero dei richiedenti», visto che – chiosa Salvatore Ricciardi di Theorema Immobiliare - «chi affitta sa bene che c’è necessità e non si lascia sfuggire l’occasione. Se prima per un appartamento c’erano 3 o 4 “pretendenti” e si tendeva ad abbassare il prezzo, adesso le richieste sono quadruplicate». Le zone predilette da chi cerca una sistemazione in affitto, al momento, sono quelle di Porta maggiore e Campo Parignano, visto che – come spiega Edoardo Fermani - «si cercano case che siano state costruite dopo gli anni ’70. Questo per ragioni di sicurezza, legate al trauma del terremoto che non è ancora stato riassorbito».

Stazionarie, invece, le vendite, anche se i prezzi restano bassi. In seguito alla catastrofe che si è abbattuta sul nostro territorio, spazzando via interi paesi, si ha paura di acquistare e si cerca la massima sicurezza. In rialzo, invece, la vendita dei terreni. Sono sempre di più le famiglie interessate all'acquisto di lotti di terra dove poter edificare costruzioni in legno in autonomia, ma spesso i budget a disposizione non sono sufficienti. In sostanza, il mercato resta fermo.