Arte e Fascismo, Sgarbi:: "Provocazione apparente"

Il critico sarà ospite questa sera in piazza Umberto I a Montalto per una lezione. Sul tema della Milanesiana: "La timidezza è un modo per difendersi e sottrarsi".

Arte e Fascismo, Sgarbi:: "Provocazione apparente"

Arte e Fascismo, Sgarbi:: "Provocazione apparente"

Stasera alle 21 la Milanesiana, diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva a Montalto delle Marche, in Piazza Umberto I, con ’Arte e Fascismo. Nell’Arte non c’è Fascismo. Nel Fascismo non c’è Arte’, una lectio di e con Vittorio Sgarbi.

Sgarbi, come è nata l’idea di scrivere un libro con questo argomento e titolo nel 2024? "L’idea è nata tanti anni fa, negli anni 80, quando fu fatta la mostra ‘anni 30’ a Milano e poi si è riproposta quando sono diventato presidente del Mart di Rovereto, dove c’erano alcune mostre sui pittori all’epoca del fascismo, ma senza l’uso della parola, che sembrava impronunciabile. Ho indicato come possibilità di grande provocazione apparente ma anche di grande verità, l’idea di chiamare alcune mostre ‘arte e fascismo’ e ne ho fatta una che in corso adesso, in questo momento al Mar di Rovereto, che ha dato origine al libro che è in qualche modo l’accompagnamento di un percorso che quello della mostra, che ospita circa 500 opere. ‘Arte e fascismo’ è il titolo del catalogo, è anche il titolo del libro".

Ha appena pubblicato un volume, sta già pensando al prossimo?

"Sarà un volume sulla natività, sulla maternità, per l’appunto sul Natale, su una serie di dipinti della grande arte italiana sul tema della natività. Ha suggerito lei con un messaggio, secondo le parole di sua sorella Elisabetta, il tema di questa edizione della Milanesiana.

Cosa l’ha spinta a scegliere proprio la timidezza?

"Non so dove sia nata, è stata una considerazione in un dialogo in cui ho detto che gran parte degli artisti, poeti, forse erano stati timidi. Era timido Leopardi? forse. Certamente la previdenza genera creatività. Però l’idea che la timidezza o anche il contrasto alla timidezza siano connessi alla creatività ha determinato una provocazione per i grandi scrittori, filosofi, pensatori che sono stati chiamati a parlare di tante cose che in qualche modo potevano anche essere nate dalla timidezza.

Nella sua vita, che ruolo ha avuto? Si è mai considerato una persona timida?

"Forse in certi momenti della formazione si è timidi perché si vede che davanti c’è un potere che decide tutto, un potere sopra la tua testa, quindi la timidezza è un modo per difendersi e anche per sottrarsi. Si tratta di una condizione dello spirito, non di un episodio nello specifico, un modo di essere fuori da un mondo che sembra muoversi senza bisogno di te".

Ottavia Firmani