La discarica di proprietà della Geta Srl
La discarica di proprietà della Geta Srl

Ascoli, 10 agosto 2018 - Entusiasmo e tanta soddisfazione per i comitati ambientalisti e per i comuni di Ascoli e Castignano, che ieri hanno ricevuto un’ottima notizia. Il Tar Marche ha infatti accolto i ricorsi con cui, sia i due comuni, sia i comitati, avevano impugnato il provvedimento di autorizzazione rilasciato dalla Provincia alla Geta, relativo alla realizzazione della quarta vasca di discarica in località Altro Bretta. Anni di lotte per impedire che un nuovo scempio comparisse nella valle, già devastata dalla ormai secolare presenza dei rifiuti. «Il Tar ha accolto i nostri ricorsi – ha detto il sindaco Guido Castelli - riconoscendo come fondate le censure mosse dai comuni di Ascoli e Castignano relative alla problematica della distanza tra la nuova discarica privata della Geta e il centro abitato di Ripaberarda. Prima di adire le vie giudiziarie avevamo chiesto alla Provincia di revocare l’autorizzazione in autotutela ma il Presidente - con la consueta protervia - aveva risposto picche. Ora D’Erasmo si è preso una sonora bastonata dal Tar che, per giunta, ha condannato la Provincia al pagamento delle spese».

E i comitati non potevano essere più felici di questo importante risultato: «È una bellissima notizia – hanno detto – abbiamo lottato e alla fine abbiamo vinto». Il Tar, infatti, ha accolto i ricorsi e annullato la determinazione della Provincia, condannata al pagamento di 1.200 euro in favore dei comuni di Ascoli e Castignano. «Si tratta di una sconfitta che ci ripaga ampiamente dall’amarezza degli ultimi mesi – afferma il sindaco Castelli - nel corso dei quali avevamo denunciato la disparità di trattamento con cui la Provincia gestisce i procedimenti riguardanti la Geta rispetto a quelli che inseriscono la società pubblica Ascoli Servizi Comunali. La scorsa settimana la sentenza penale del Tribunale di Ascoli che ha assolto il Presidente pro tempore di Ascoli Servizi Comunali dall’accusa di inquinamento mossa ingiustamente dalla Provincia all’indirizzo del sito di Relluce. Oggi il Tar Marche ha bocciato il provvedimento con cui la Provincia - con estrema e sospetta superficialità - aveva autorizzato l’ennesima discarica provata in località Alto Bretta. Due pesi e due misure che tuttavia, lentamente ma inesorabilmente, vengono portati alla luce dalla Magistratura. La verità qualche volta tarda, ma alla fine i nodi vengono al pettine. D’Erasmo si faccia un esame di coscienza e agisca di conseguenza. Ormai il suo gioco anti ascolano è stato scoperto». Dal canto suo, D’Erasmo risponde per le rime: «Prendo atto serenamente della sentenza, ci comporteremo di conseguenza. Preciso, però, che si tratta di un procedimento che riguarda rifiuti pericolosi e non pericolosi e non di rifiuti urbani, che è invece di competenza dell’Ata e, quindi, dei sindaci. Ripeto, io sono sereno, meno tranquillo mi pare invece il sindaco Castelli, che ha perso ben 9 ricorsi al Tar contro la Provincia, facendo pagare lo scotto ai cittadini ascolani, che hanno subito un aumento del 30% sulla Tari. Il vero antiascolano è lui». Esulta il sindaco di Castignano, Fabio Polini: «Oggi è un giorno molto importante per il Comune di Castignano,e soprattutto per gli abitanti di Ripaberarda, i cittadini e tutti coloro che ci hanno sostenuto in questa lunga battaglia contro l’ampliamento della discarica Geta nella Valle del Bretta, una delle aree più affascinanti e di maggior pregio del Piceno, a ridosso del sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale Monte dell’Ascensione. Fin da subito l’Amministrazione comunale ha condiviso le istanze dei cittadini, ( le loro preoccupazioni per la loro salute, ritenendola troppo vicino all'abitato di Ripaberarda ) che ritenevano non sostenibile dal punto di vista ambientale e paesaggistico la costruzione di una nuova immensa vasca di discarica. La Valle del Bretta ha già ospitato per troppi anni i rifiuti di tutta la Provincia di Ascoli Piceno. E’ arrivato il momento di trovare soluzioni diverse e più al passo con i tempi e con la politica sull’economia circolare lanciata dall’Unione europea. Finalmente, a distanza di qualche anno dall’inizio della nostra battaglia è arrivata la sentenza. Ci auguriamo che la sentenza del Tar ponga fine alla triste storia dei rifiuti nella Valle del Bretta, ma se così non fosse siamo pronti ad andare avanti finché non avremo trasformato questa area in un parco aperto a tutti gli amanti della natura e del paesaggio».

Ma si tratta solo della prima battaglia di una guerra più lunga, quella portata avanti dai comitati ambientalisti, che adesso restano in trepidante attesa per un’altra importante udienza. A settembre, infatti, il Tar si pronuncerà in merito alla richiesta urgente di sospensione dei lavori per il sormonto della vasca 1. «Ci auguriamo che questa sentenza porti alla modifica del Piano dei rifiuti provinciale ora sottoposto a consultazione pubblica - dicono I Comitati Tutela Colline Picene, Tutela del Bretta e Ci RifiutiAmo, insieme con il Movimento a difesa del cittadino -, e che si faccia ciò che finora è stato consapevolmente evitato: individuare nuovi siti della Provincia idonei ad ospitare una discarica. E’ nostra intenzione vigilare sulle fasi di scrittura e realizzazione del Piano sui rifiuti, per garantire il rispetto delle regole poste a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, e non abbassare la guardia, a partire dal ricorso già presentato contro l’autorizzazione del sormonto della vasca 1 della Geta, oramai chiusa da anni. Continueremo ad aggiornare i cittadini e a rendere pubbliche le criticità ambientali dell’Alto Bretta, affinché tutta la cittadinanza sia informata e consapevole delle decisioni che stanno maturando in questi mesi e che avranno importanti ricadute sul nostro territorio».

Valeria Eufemia