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25 mar 2022

"Assemblea pubblica sulla variante Areamare"

Un po’ a sorpresa a chiederlo è la ditta proponente. L’iniziativa procede in parallelo al contenzioso già portato sui banchi del Tar

La proprietà tra via Mare e via Scarlatti su cui costruirebbe Areamare
La proprietà tra via Mare e via Scarlatti su cui costruirebbe Areamare
La proprietà tra via Mare e via Scarlatti su cui costruirebbe Areamare

Ennesima svolta nella vicenda Areamare. La ditta propone di spiegare il contenuto della propria variante alla cittadinanza in un’assemblea pubblica aperta a tutti. L’iniziativa procede in parallelo al contenzioso portato sui banchi del Tar, dove il prossimo 27 aprile si dovrebbe tenere, salvo ulteriori colpi di scena, l’udienza del ricorso intentato dalla stessa Areamare, che contesta il silenzio della pubblica amministrazione sull’iter di approvazione della variante. Un silenzio che non è stato scalfito neanche dalla diffida inviata a fine settembre, con la quale il privato ha messo bene in chiaro che non intende arrendersi. Secondo i titolari di Areamare, la proposta di modifica al piano regolatore presentata nel 2017 non sarebbe mai stata analizzata in un contesto allargato, assieme alla pubblica amministrazione e i residenti delle zone interessate. In estrema sintesi, l’idea è quella di realizzare 18 immobili residenziali, fra palazzine e villette, di cui 10 fra via Mare e via Scarlatti e altri 8 in via del Cacciatore. In totale, si parla di un’operazione da quasi 34mila metri cubi, a fronte dei quali Areamare sarebbe tenuta a versare un contributo straordinario in denaro – 1,2 milioni – e in terreni. Adesso, quindi, superato l’acme dell’emergenza pandemica, l’idea di Areamare sarebbe di discutere il progetto in un evento in presenza in cui potrebbero partecipare anche associazioni e comitati cittadini, oltre che, ovviamente, tecnici e politici di viale De Gasperi.

La palla, dunque, passa nuovamente al comune, che potrebbe accettare l’invito ad organizzare un dibattito aperto, oppure continuare lungo il solco già stabilito in precedenza. Ma quale debba essere, questo solco, ancora non è dato sapere. Infatti l’ente, nonostante il ricorso, non ha ancora nominato un proprio difensore, e due giorni fa, in camera di consiglio, ha chiesto il differimento dell’udienza, che quindi è stata rinviata di oltre un mese.

A parte ciò, è buio pesto: l’unica cosa certa è che in campagna elettorale il sindaco Spazzafumo e l’assessore Gabrielli dichiararono che non avrebbero dato seguito alle proposte di variante del 2017. Secondo indiscrezioni, comunque, il comune avrebbe in mano la carta per evitare il Tar: l’amministrazione, infatti, potrebbe portare in consiglio una delibera con cui l’assise rifiuta la variante Areamare, in quanto non opportunamente tarata al beneficio pubblico richiesto. Altra mossa di Spazzafumo e compagni potrebbe essere quella di temporeggiare, e nel contempo di mobilitare la piazza ambientalista di San Benedetto, nel tentativo di sfibrare la controparte con pressioni multilaterali.

Giuseppe Di Marco

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