Gli chalet in riviera in fibrillazione
Gli chalet in riviera in fibrillazione

Ascoli, 11 novembre 2021 - Due anni: è quanto resta ai concessionari di spiaggia prima di vedere gli stabilimenti finora gestiti divenire oggetto di procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione del servizio. Questo sancisce il Consiglio di Stato sulla direttiva Ue Bolkestein, disattesa per 15 anni dall’Italia, prorogata dall’ex governo Conte fino al 2033 e ieri ripresa in mano dalla giustizia amministrativa: le concessioni possono essere prorogate fino al 31 dicembre 2023, dopodiché si entrerà in regime di concorrenza, in cui chiunque potrà partecipare per porsi a capo degli chalet.

Concessioni balneari fino al 2023, Corsini: "Serve una legge al più presto"

Una notizia che ha scioccato il mondo dei balneari, finora in lotta per una regolarizzazione delle concessioni che non penalizzasse gli sforzi fatti dagli imprenditori locali. La decisione è stata adottata con le sentenze 17 e 18 del 9 novembre, e potrebbe presto divenire parte del Ddl Concorrenza: il governo, prima dell’intervento dell’organo di rilievo costituzionale, non aveva sbrogliato la matassa delle concessioni.

Si tratta di un duro colpo per la categoria, un intervento che ha già aperto una crepa fra i privati e le istituzioni. Il Consiglio di Stato d’altronde parla chiaro: dal 1º gennaio 2024, non sarà possibile fare alcun tipo di proroga perché, sempre secondo la sentenza, l’apertura dei bandi servirebbe a garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero più efficiente e di maggiore qualità e sicurezza.

Di tutt’altro avviso non solo i balneari, ma anche esponenti del mondo istituzionale da anni impegnati nel tentativo di rivedere la direttiva Bolkestein: tale misura, approvata nel 2006, inseriva le concessioni tra i servizi pubblici da affidare ai privati tramite gare aperte a tutti gli operatori presenti in Europa. La legge 145/2018, comunque, estendeva fino al 2033 le concessioni: da qui i numerosi ricorsi al Tar, poi sfociati nell’udienza del Consiglio di Stato.